Presepe fai da te : consigli

Presepe fai da te : consigli

Quando il periodo natalizio si avvicina, in ogni casa, negozio, chiesa, ecc. si cercano idee sempre più nuove e accattivanti per creare degli scenari spettacolari. Alcuni si impegnano talmente tanto con albero, presepe, luci e altro ancora che gli architetti di interni più famosi ne sarebbero orgogliosi. Ci sono generalmente due fazioni, coloro che si avvalgono di tutto quello che un negozio offre anche tecnologicamente avanzato come luci a led, statuette che si muovono e altro ancora e quelli che decidono di realizzare tutto a mano. Se fate parte di questa seconda fazione e volete realizzare il vostro presepe con la tecnica del fai da te, abbiamo recuperato qualche consiglio online per una buona riuscita.

Vediamo qualche utile consiglio per coloro che vogliano pensare al presepe fai date che può dare molte soddifazioni

Dopo aver scelto il luogo consono dove sistemare il presepe fai da te, iniziate dalla base. Procuratevi delle scatole di scarpe o delle cassette di legno o ancora una vecchia valigia per la base, rivestitela con una carta marrone per simulare la terra. Disponete qua e la il muschio finto o del cotone per ricreare un ambiente nevoso. In seguito disponete le luci colorate e copritele con del muschio in modo da nascondere i cavi. Per quanto riguarda il cielo stellato potrete o dipingerlo voi o acquistare una classica stampa che si trova in commercio e posizionarla con dei chiodini o dello scotch. Mi raccomando la prospettiva è fondamentale per avere un buon presepe. In seguito potete iniziare a sbizzarrirvi con la disposizione di casette di legno, pastorelli, la classica grotta con il bue e l’asinello, i Remagi, ecc. Qui potrete decidere se acquistare tutti gli ornamenti in plastica o se crearli totalmente voi. Non è molto complesso in quanto in commercio vendono già i calchi da riempire con il gesso liquido. Una volta asciutto potrete dipingerlo a mano con le comuni tempere o lasciarli al naturale. Una volta terminato avrete il vostro presepe personalizzato e potrete rivivere la magia e la gioia del Natale. Ovviamente se in casa avrete animali, soprattutto gatti, la disposizione del vostro ambiente natalizio dovrà essere sistemato in una parte della casa, difficilmente accessibile al micio, per evitare “carneficine di pastorelli”. Questi sono solo alcuni dei consigli che sono presenti online, se farete una ricerca accurata troverete altre idee meravigliose, nonché tutorial, materiali, guide da seguire, foto da cui prendere spunto e tanto altro.

Riscoprire Michelangelo: annunciata l’apertura della Stanza Segreta e del nuovo museo

Riscoprire Michelangelo: annunciata l’apertura della Stanza Segreta e del nuovo museo

in foto: I disegni della Stanza Segreta delle Cappelle Medicee, Firenze (foto scattata nel 2013).

Inaugurare entro il 2020 la Stanza Segreta, mai aperta al pubblico: è questo il progetto annunciato dalla direttrice del Bargello Paola D’Agostino. Contemporaneamente la città di Carrara si prepara ad allestire un museo dedicato ai marmi e alle sculture del maestro: si tratta di importantissime novità, pensate per riscoprire gli aspetti meno noti dell’arte di Michelangelo.

La Stanza Segreta: capolavori mai visti

Particolare di un disegno della Stanza Segreta.in foto: Particolare di un disegno della Stanza Segreta.

La Stanza Segreta, vera e propria meraviglia inaspettata di Firenze, è rimasta sconosciuta dal Rinascimento agli anni Settanta del Novecento e, da allora, è sempre stata chiusa al pubblico a causa dell’estrema fragilità dei disegni sulle pareti. Si tratta di un ambiente di sette metri per due situato sotto le Cappelle Medicee di San Lorenzo, ornato da pregiatissimi disegni a carboncino e gesso attribuiti a Michelangelo.

Molti degli schizzi presenti sui muri ricordano i ben più celebri capolavori come il David, la Cappella Sistina o la Sagrestia Nuova di San Lorenzo. Molte sono le ipotesi circa la presenza di Michelangelo in un ambiente del genere: la più accreditata, quella che considera le Stanze Segrete come il rifugio dove l’artista si nascose per otto mesi per sfuggire alla vendetta dei Medici.

Secondo altri esperti i disegni sarebbero di un periodo precedente, tracciati molto probabilmente mentre Michelangelo lavorava alla Sagrestia Nuova tra una pausa e l’altra insieme ai suoi aiutanti. In ogni caso, qualunque sia la ragione d’esistenza di questo tesoro, dopo secoli esso per la prima volta potrà essere ammirato.

Il nuovo Museo di Carrara

Il David di Michelangelo.in foto: Il David di Michelangelo.

Un’altra novità che riguarda il maestro del Rinascimento è quella di Carrara, dove sarà allestito un nuovo spazio museale: non poteva essere che la città dove Michelangelo sceglieva i suoi preziosissimi marmi ad omaggiarlo. Da Carrara provengono infatti i marmi utilizzati per capolavori come la Pietà e la Tomba di Giulio II (si racconta che abbia impiegato otto mesi per scegliere personalmente i blocchi).

Il nuovo percorso museale sarà ospitato a Villa Fabbricotti, e si concentrerà ovviamente sulla scultura del maestro: sul metodo, tanto affascinante, di far uscire fuori dalla nuda pietra i suoi personaggi. La mostra sarà articolata su più livelli e divisa in varie sezioni: una, dedicata al David, mentre le altre saranno dedicate rispettivamente alla simbiosi tra scultura e pittura e alle tecniche e ai materiali scultorei utilizzati dal maestro. Il percorso sarà arricchito da strumenti multimediali, incisioni, dipinti e documenti originali, e terminerà con due sale dedicate all’eredità di Michelangelo nell’arte del Novecento.

Fonte: Riscoprire Michelangelo: annunciata l’apertura della Stanza Segreta e del nuovo museo

Risparmio energetico a casa: accorgimenti per risparmiare sugli elettrodomestici

Risparmio energetico a casa: accorgimenti per risparmiare sugli elettrodomestici

Gli elettrodomestici? Impossibile farne a meno. Anche se consumano energia e sono una fonte di spesa molto impegnativa per le nostre bollette. D’altronde nessuno ci costringe a diventare vittime degli sprechi energetici: siamo noi gli artefici dei nostri consumi, sempre e comunque. Basta solo prenderne coscienza, per poter architettare una strategia di utilizzo che sia consona al risparmio e dunque alle logiche eco-sostenibili. Certo: gli elettrodomestici funzionano con tecnologie che non sempre sono aggiornate e ottimizzate. Dunque il risparmio, pur partendo dalle nostre routine, non può fare a meno di toccare anche questo argomento. Nessun problema: oggi scopriremo tutti i migliori accorgimenti per risparmiare sui consumi degli elettrodomestici. Analizzando entrambi i temi, naturalmente.

Come scegliere un elettrodomestico per risparmiare?

Scegliere un nuovo elettrodomestico, è spesso la via più indicata per cominciare seriamente a risparmiare energia, con un notevole tornaconto in bolletta. Questo perché le tecnologie, come detto prima, sono davvero importanti ai fini del risparmio energetico: quelle antiquate sprecano, quelle moderne ottimizzano. La loro capacità in tal senso viene espressa dall’etichetta energetica: il primo indicatore da tenere in considerazione, quando scegliamo un nuovo elettrodomestico per la nostra casa. Che si tratti di un’etichetta a basso consumo: ovvero compresa fra il livello A+ e il livello (massimo) A+++. Optare per una di queste tre classi, assicura un risparmio energetico progressivamente più ampio. Poi è ovvio che sale anche il prezzo d’acquisto, ma basta inquadrare questa spesa come un vero investimento per il futuro.

Elettrodomestici a basso consumo: dove acquistarli?

Una volta sottolineata l’importanza della classe energetica, bisogna capire dove reperire questi elettrodomestici a basso consumo. Non che sia difficile: ogni negozio di elettronica ne espone di diverse tipologie e marche. Ma bisogna avere la certezza di portarsi a casa un apparecchio che sia di qualità, e che possibilmente ci permetta anche di risparmiare un po’ sul prezzo d’acquisto. Come possiamo fare? Possiamo innanzitutto controllare periodicamente il volantino di Mediaworld, disponibile online a questa pagina: è una strategia ottimale per visionare le proposte migliori e tutte le offerte del momento di uno dei più grandi negozi di elettronica in Italia. Se state ristrutturando casa, poi, sappiate che potrete sfruttare la detrazione fiscale prevista dal bonus mobili ed elettrodomestici: detrazione che arriva fino al 50% della spesa, entro un tetto di 10.000 euro.

Quali elettrodomestici consumano più energia?

Al primo posto il frigorifero, dato che è connesso alla rete elettrica giorno e notte. Per abbassare i consumi, è consigliabile posizionarlo lontano da caloriferi o da elettrodomestici come il forno: per preservare la conservazione del freddo, senza sottoporre il motore a sforzi inutili. Anche lo sportello è importante: bisogna manutenere le guarnizioni, e comunque non lasciarlo mai aperto troppo a lungo. La lavatrice e la lavastoviglie sono altri due elettrodomestici molto dispendiosi: si consiglia di fare sempre lavaggi a carico pieno, e di pulirli regolarmente per mantenerli efficienti. Anche il prelavaggio è sconsigliato, così come l’eccedere con le temperature dell’acqua: meglio usare programmi eco impostati a 30 gradi. Per quanto riguarda il forno, invece, mai aprire continuamente lo sportello per controllare la cottura.

Fonte: Risparmio energetico a casa: accorgimenti per risparmiare sugli elettrodomestici

Ritorna ‘Il suono della parola’: tre giorni di musica e letteratura

Ritorna ‘Il suono della parola’: tre giorni di musica e letteratura

Continua la partnership tra la Fondazione Pietà de’ Turchini e il progetto di comunicazione e cultura MiNa vagante, ritorna così dal 24 al 26 novembre la terza edizione de “Il suono della parola“, rassegna che ibrida letteratura e musica e che ormai è un punto di riferimento nel panorama degli eventi culturali nel capoluogo partenopeo e non solo.

Sfruttando la naturale propensione musicale della città di Napoli, unita a espressioni letterarie provenienti da tutta Italia, e inserendo il tutto in un contesto artistico, monumentale e religioso di grande impatto, “Il suono della parola” torna con un programma ricco di interferenze, anche teatrali.

La Chiesa di San Rocco alla Riviera di Chiaia, il Complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e la Chiesa di Santa Caterina da Siena ospiteranno autori, musicisti, scrittori, registi e attori che racconteranno il proprio percorso nella musica e nella letteratura.

Cinque appuntamenti per parlare delle diverse forme di linguaggi e musica attraverso le preziose testimonianze di protagonisti del mondo culturale di oggi. Cristina Donadio, Peppe Lanzetta, Lorenzo Marone, Sara Mingardo, Andrea De Carlo, Lorenzo Pavolini, Mimmo Borrelli, Alberto Rollo, Pasquale Scialò, Goffredo Fofi, Romeo Barbaro, Nunzia De Falco, Piermacchiè, il Trio “Suonno d’ajere”, Viviana&Serena, Franco Pareti, Enrico Ianniello, Elena Somarè, Lincoln Almada, Exaudi Vocal Ensemble diretto dal maestro James Weeks saranno i protagonisti di questa terza edizione.

Si parte con Donadio, De Carlo, e Lanzetta.

Inaugurerà, venerdì 24 novembre alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Rocco (Riviera di Chiaia 254) “La musica che mi ha cambiato la vita. Storie in chiave di violino”: Cristina Donadio ci svelerà le sue passioni musicali, Lorenzo Pavolini racconterà la musica alla radio, il musicista Andrea De Carlo la sua avventura dal jazz alla musica antica. Torneremo con Peppe Lanzetta indietro nella nostalgia, ricordando il grande Pino Daniele con un reading di poesie, e ancora Lorenzo Marone ci racconterà la musica dei suoi libri e dei suoi personaggi, mentre con Sara Mingardo ascolteremo la testimonianza di una delle rarissime voci di autentico contralto della scena musicale odierna. Personalità di diverse provenienze culturali ci racconteranno la musica che ha trasformato la loro esistenza, la propria musica del cuore. Ciascuno a proprio modo ci svelerà una storia, la propria storia con la musica. Una storia reale o simbolica, ironica o onirica.

Sabato 25: Borrelli, Fofi, Pavolini.

Sabato mattina 25 novembre alle ore 12 presso il Complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (via dei Tribunali, 39) si esplorerà la musica nel teatro e nella letteratura con l’incontro dal titolo “Un’educazione musicale. Dal rock all’opera settecentesca”.

Nella casa delle “anime pezzentelle” tanto cara a Mimmo Borrelli, l’attore e drammaturgo che ha appena pubblicato ’Nzularchia per Baldini & Castoldi (2017), dialogherà con Alberto Rollo autore del romanzo Un’educazione milanese (Manni, 2016), finalista premio Strega, vincitore del Premio Alvaro-Bigiaretti (2017) e del premio Pisa per la letteratura  (2017). L’incontro è moderato da Lorenzo Pavolini.

Sabato 25 novembre alle ore 19, una serata d’eccezione in occasione della pubblicazione del nuovo libro di Pasquale Scialò Storia della Canzone napoletana 1824-1931, appena pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza (2017). Presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena (via Santa Caterina da Siena, 38) si terrà l’incontro “La canzone napoletana. Paesaggi sonori della città cantante” con Pasquale Scialò e Goffredo Fofi. Alla presentazione interverranno con contributi musicali Romeo Barbaro, Nunzia De Falco, Piermacchiè, il Trio “Suonno d’ajere”, Viviana&Serena accompagnati al pianoforte dal maestro Franco Pareti.

Chiusura con Enrico Ianniello e repertorio polifonico.

Domenica 26 novembre alle ore 12 presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena (via Santa Caterina da Siena, 38), si passerà ai suoni più ancestrali con “Il Fischio. Strumento, canto, racconto dell’anima”: reading da La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello con il prodigioso fischio di Elena Somarè e l’arpa di Lincoln Almada.

Nello stesso giorno, domenica 26 novembre alle ore 19 presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, chiuderà la terza edizione della rassegna un repertorio polifonico tra antico e contemporaneo che vede al suo debutto a Napoli Exaudi Vocal Ensemble, diretto dal suo fondatore James Weeks, tra le più importanti formazioni vocali del panorama internazionale. L’Ensemble londinese renderà omaggio alla letteratura madrigalistica e a Monteverdi, capostipite e inventore della composizione musicale per amplificare e meglio far esprimere i contenuti di un testo poetico, nell’anno per le sue celebrazioni per i 450 anni dalla nascita.

Fonte: Ritorna ‘Il suono della parola’: tre giorni di musica e letteratura

Lavorare nel turismo e nel commercio, 13 corsi professionali per disoccupati

Lavorare nel turismo e nel commercio, 13 corsi professionali per disoccupati

Finanziati percorsi formativi per disoccupati a Rimini e Riccione, Cesena e Cesenatico, Ravenna e Cervia, Ferrara e Bologna

Nuove opportunità formative, in Emilia-Romagna, nell’ambito del commercio e del turismo. La Giunta regionale ha approvato 13 corsi che hanno l’obiettivo di accompagnare persone disoccupate all’assunzione in imprese del settore e impegnate in processi di qualificazione e innovazione.   I corsi, finanziati con oltre 600mila euro del Fondo sociale europeo, sono rivolti a persone non occupate e che hanno bisogno di formazione, per impadronirsi di quelle competenze richieste dalle aziende che sono alla ricerca di personale qualificato.  

Si va, ad esempio, dal percorso per Tecnico del marketing turistico specializzato in comunicazione e promozione 4.0, a quello per Operatore della produzione pasti con competenze in enogastronomia; dal corso per diventare Tecnico di animazione e del tempo libero, a quello di Addetto alla produzione e vendita di pasticceriaI corsi si svolgeranno a Rimini e Riccione, Cesena e Cesenatico, Ravenna e Cervia, Ferrara e Bologna

“Il turismo è sempre più settore strategico della nostra economia, con un valore aggiunto che supera i 16 miliardi di euro, ben oltre l’11% del Pil regionale – sottolinea l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Patrizio Bianchi-. Per contribuire?ulteriormente alla sua crescita, in collaborazione con le imprese del territorio e in coerenza con i loro fabbisogni, abbiamo deciso di investire per qualificare le competenze di chi opererà in questo settore e in quello del commercio. Investimenti che serviranno anche a migliorare ulteriormente il sistema dell’accoglienza e la qualità dei servizi”.  

Imprese del territorio regionale – organizzate in rete, sistemi e filiere – sulla base delle specifiche esigenze occupazionali formalizzate in un Accordo di partenariato, hanno collaborato alla progettazione dei percorsi e saranno parte attiva nella loro realizzazione.

Fonte: Lavorare nel turismo e nel commercio, 13 corsi professionali per disoccupati

Poligono di tiro a Roma: dove andare

Poligono di tiro a Roma: dove andare

Il poligono è un luogo molto ben delimitato dove ci si può recare per praticare attività di tiro a livello sportivo o militare attraverso l'utilizzo di armi da fuoco. Quest'area circostritta, ovviamente, consente di praticare queste attività senza il rischio di poter arrecare danni all'esterno e senza doversi preoccupare di poter ferire qualcuno.

Frequentare il poligono di tiro, al giorno d'oggi, è sempre più un’attività sportiva in crescita e sempre più praticata. A Roma è possibile fare questo sport in diversi poligoni che sono presenti sia in città che in provincia. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.professionisti-roma.it, per trovare tutte le informazioni utili e le documentazioni necessarie.

Poligono di tiro: quali documenti servono per il rilascio dell’idoneità al maneggio di armi?

Per ottenere il rilascio dell’idoneità al maneggio di armi corte e lunghe, infatti, c’è bisogno di tutta una serie di documenti. Nello specifico c’è bisogno di:

  • Un certificato medico che attesti la sanità mentale o che escluda l’incapacità di intedere e volere;

  • Una marca da bollo da € 16,00;

  • Un’autocertificazione ai sensi della Legge 28/12/2000 n. 455 in cui si dichiari il possesso della cittadinanza di un Paese dell’UE, il domicilio, l’assenza di procedimenti penali in corso e la mancanza di condanne a pene restrittive della libertà personale per violenza o resistenza all'autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine;

  • La copia del documento d’identità;

  • E la copia del Codice Fiscale;

  • Una fototessera recente.

Per avere il rilascio dell’indoneità al meneggio di armi sono essenziali tutti i requisiti indicati.

Poligono di tiro a Roma

Per poter ottenere il diploma di maneggio delle armi, bisogna seguire un corso presso il poligono di tiro.

Ovviamente ogni struttura ha i propri costi anche se nel complesso le spese annue da sostenere si aggirano intorno alle 100/150 euro comprensive delle quote di iscrizione.

I costi variano in base all’età del partecipante e all’assiduità di frequentazione del poligono.

Per l’iscrizione al poligono di tiro c’è bisogno anche di presentare un certificato Generale del Casellario Giudiziale e del certificato medico che attesti la buona saltute e la non presenza di controindicazioni per la pratica di attività sportive non agonistiche e  da malattie mentali o da vizi che ne diminuiscano, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere.

Il personale delle forze dell’ordine, già titolari di licenza per il porto d’armi, sono esentati dalla presentazione della certificazione medica prevista.

“Il cielo non è un fondale” di Deflorian e Tagliarini

“Il cielo non è un fondale” di Deflorian e Tagliarini

“Il cielo non è un fondale” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini è in scena all’Arena del Sole di Bologna (Sala Leo de Berardinis) da martedì 21 a domenica 26 novembre (alle 21.00 da martedì a venerdì, alle 19.30 sabato e alle 16.00 domenica).  In questo nuovo lavoro, Deflorian e Tagliarini affrontano il tema della fragilità dell’esistenza legata al paesaggio urbano.

Il “Cielo” è un viaggio in forma di sogno che si muove in quello spazio indefinito della nostra mente, in bilico tra inconscio e ragione, dove l’arte teatrale rivela la sua parte più irrazionale. Nella convinzione che le nostre vite siano rappresentate al meglio dalle minuzie, dai dettagli, lo spettacolo miscela immagini, pensieri, musiche, fantasie e ricordi e offre al pubblico un affondo nella realtà ai margini della metropoli, assieme ad una complessa ricostruzione dell’individuo, sempre ondeggiante e indeciso tra compassione ed egoismo.

Per comporre lo spettacolo, Deflorian e Tagliarini hanno esplorato autori come Annie Ernaux, scrittrice francese che utilizza spunti autobiografici per parlare del mondo e hanno ripreso le fila di “Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni”, lavoro dissacrante che affronta il tema del suicidio e lo fa, come poi nel “Cielo”, con una forte volontà di far immaginare più che mostrare. Con una domanda che sottende a tutto il lavoro: “Quando stiamo dentro casa cosa pensiamo dell’uomo fuori sotto la pioggia?”

In scena, i protagonisti sono gli stessi Deflorian e Tagliarini, accanto a Francesco Alberici e Monica Demuru, interpreti e collaboratori al progetto. La colonna sonora dello spettacolo è composta da alcune intramontabili canzoni di Dalla, di Mina, di Battisti e di altri cantautori.

Lo spettacolo arriva a Bologna a pochi giorni dalla pubblicazione dei nomi dei finalisti della quarantesima edizione dei Premi Ubu: “Il cielo non è un fondale” concorrerà alla finale del prestigioso premio nella categoria “spettacolo dell’anno”; ma anche come “miglior allestimento scenico”, firmato da Gianni Staropoli; e come “miglior progetto sonoro”, realizzato da Monica Demuru; mentre Monica Demuru e Daria Deflorian sono entrambe finaliste nella categoria “migliore attrice”.

Prima del debutto – martedì 21 novembre, alle 20.15, nel foyer dell’Arena – Rossella Menna introdurrà lo spettacolo con un incontro-aperitivo della rassegna WikiArena, nel corso del quale verranno approfonditi alcuni temi dello spettacolo e suggerite alcune possibili chiavi di lettura. Invece sabato 25 novembre, alle ore 16.30, per la rassegna Conversando di Teatro, il pubblico potrà incontrare Daria Deflorian e Antonio Tagliarini; l’incontro sarà moderato da Marzio Badalì.

“Il cielo non è un fondale” è una produzione di Ert e di altre realtà nazionali ed internazionali: Sardegna Teatro, Teatro Metastasio di Prato, a.d., Odéon – théâtre de l’europe, Festival d’Automne à Paris, Romaeuropafestival, Théâtre Vidy – Lausanne, Sao Luiz – teatro municipal de Lisboa, Festival terres de paroles, Théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse.

Informazioni:

www.arenadelsole.it

www.emiliaromagnateatro.com

Fonte: “Il cielo non è un fondale” di Deflorian e Tagliarini

Bologna dalla parte dell’infanzia: al via oltre 80 eventi

Bologna dalla parte dell’infanzia: al via oltre 80 eventi

Dal 18 al 30 novembre, la rete che si riconosce nel progetto “Bologna Città delle Bambine e dei Bambini“, coordinato dal Comune di Bologna, offrirà a bambini, ragazzi, famiglie e a tutta la cittadinanza tante opportunità per approfondire la conoscenza della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sostenendo il diritto di tutti, piccoli e grandi, a prendere parte alla vita culturale della città e a conoscerne la ricchezza di opportunità educative.

Più di 80 attività educative e culturali, tutte gratuite, compongono il ricco cartellone, che per 13 giorni animerà la città, proponendo visite e letture animate, incontri con autori e illustratori, laboratori creativi, giochi, concerti, spettacoli, proiezioni, mostre e occasioni di riflessione. Tante le occasioni per bambini, adolescenti e adulti di avvicinarsi ai diritti fondamentali che compongono la Convenzione internazionale e riflettere sull’importanza della loro tutela in modo quotidiano e permanente, in ogni parte del mondo.

La rassegna partirà sabato 18 novembre al Teatro Testoni Ragazzi con il convegno dedicato all’outdoor education rivolto a insegnanti, dirigenti, educatori, pedagogisti e studenti, dal titolo “Anche fuori si impara – Prove di scuola all’aperto”, organizzato da Comune, Università (Dipartimenti di Scienze dell’Educazione e Scienze per la Qualità della Vita), Fondazione Villa Ghigi e Istituto Comprensivo 12, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna.

La quinta edizione di “Outdoor education – L’educazione SIcura all’aperto” è dedicata alle sperimentazioni della scuola primaria italiana. Un’importante occasione per raccontare o ascoltare esperienze di scuole primarie in parte innovative, in parte storiche, ma che per la prima volta possono condividere un collettore comune, rappresentato dalla Rete Nazionale delle Scuole all’Aperto.

Altra tappa importante nel calendario dei diritti saranno gli appuntamenti speciali organizzati per il 20 novembre, Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Alla mattina Piazza Maggiore ospiterà il momento conclusivo di un percorso sperimentale dedicato ai bambini e ai ragazzi delle scuole. Quest’anno, per un maggior coinvolgimento di bambini e ragazzi, sono stati previsti alcuni percorsi più strutturati, articolati su più incontri, per permettere ad alunni e studenti di essere protagonisti dei propri diritti e di avere l’opportunità di un tempo più disteso per far emergere il proprio pensiero e la propria voce sulla valenza e attualità della convenzione a loro dedicata. Con questo scopo lunedì 20 novembre Piazza Maggiore si animerà delle voci e delle presenze di questi cittadini, che occuperanno il cuore della città per portare testimonianza delle loro riflessioni.

Al pomeriggio la seduta solenne del Consiglio comunale offrirà occasioni di riflessioni grazie alle suggestioni della scrittrice e traduttrice Beatrice Masini e della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Emilia-Romagna, Clede Maria Garavini.

Tra le tante e diversificate le proposte per bambini e ragazzi, dai piccolissimi ai più grandi, senza dimenticare gli adulti segnaliamo:

Bambini e ragazzi
Sino a lunedì 2 dicembre in Biblioteca Salaborsa la mostra “Tante intruse e tanti intrusi”, percorso espositivo ludico a partire dal libro Gli intrusi dell’illustratore francese Bastien Contraire. Tavole enciclopediche che catalogano gli oggetti dell’esistente e che condividono fra loro un intruso, innescando così un gioco di ricerca. Il percorso si articola in pannelli di grande formato in cui i bambini potranno giocare alla ricerca di elementi nascosti e nuove combinazioni d’oggetti create per l’occasione. L’niziativa, dell’Ufficio Pari Opportunità e Tutela delle Differenze del Comune, è curata dall’Associazione Culturale Hamelin, in collaborazione con Istituzione Biblioteche, Salaborsa Ragazzi, Transbook Children’s Literature on the move, Bilbolbul.
Sabato 25 novembre, alle 10.30, presso il Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi” di Villa Spada, “Un museo nuovo nuovo… scopriamolo insieme”, visita guidata e gioco animato di scoperta a cura dell’Istituzione Bologna Musei, Musei Civici d’Arte Antica.

Adolescenti
Mercoledì 22 novembre, dalle 14 alle 18, presso il Centro di Aggregazione Giovanile La Torretta in via Sacco 14, “Il ritmo del corpo”, giochi sportivi a ritmo di musica, a cura di Open Group Coop Soc., Associazione Arci Bologna, La Carovana Onlus, Società Dolce Coop.Soc., Csapsa 2 Coop. Soc., in collaborazione con Quartiere San Donato-San Vitale.

Adulti
Mercoledì 22 novembre, dalle 20.30 alle 22.30, presso la Sala Polivalente del Quartiere Savena in via Faenza 4, “È intelligente ma non si applica”, incontro sui temi della dislessia. Iniziativa di Fermo Immagine e Associazione Italiana Dislessia, a cura di Luca Grandi.

Fonte: Bologna dalla parte dell’infanzia: al via oltre 80 eventi

Che brutto quel paese che nega il diritto allo studio ai suoi giovani

Che brutto quel paese che nega il diritto allo studio ai suoi giovani

Non c’è scampo. Sei sei uno studente in Italia nel 2017, meglio avere papà e mamma benestanti, in grado di mantenerti, altrimenti sei fregato. Lo sei davvero. Nel nuovo anno accademico, infatti, aumentano gli studenti con i requisiti per accedere ai servizi per il diritto allo studio, oltre il 10% di idonei in più, con buona pace dei dati sul Pil  e sulla ripresa economica. Ripresa per chi? I dati delle graduatorie per borse di studio e posti alloggio relativi al 2017/2018, infatti, evidenziano un aumento generale del numero degli idonei, ma che resteranno quasi tutti senza borsa di studio. Parliamo di c irca 50mila studenti.

Eppure il governo sembrava averci pensato. Nell’ultima manovra è stato aumentato di dieci milioni il fondo statale per le borse di studio che, tuttavia, stando ai numeri, si rivelerà appena una goccia in un mare, quello del diritto allo studio negato, che ha radici profonde e rami che andranno molto più in là se qualcuno non si deciderà a investire di nuovo sulla formazione, sulle pari opportunità, sulle classi meno abbienti, in una parola: sul futuro.

Il nostro Paese è fanalino di coda in tutte le classifiche europee. Solo l’11% degli studenti otterrebbe una borsa di studio contro il 39% della Francia, il 30% della Spagna e il 25% della Germania. E ancora più grave è la situazione relativa ai posti alloggio per i fuori sede. In Italia il 73% degli universitari vive con i propri genitori, contro il 51% della Spagna, il 39% della Francia e il 4% della Danimarca. Nonostante questi dati, il nostro Paese offre posti letto in strutture organizzate solo per il 2% degli studenti fuori sede, contro il 10% di Francia e Germania e il 20% di Danimarca e Svezia. Questi dati vanno di pari passo con il caro-affitti, che negli ultimi anni aumentano del 4%, per una media di 416 euro al mese per una singola e 302 euro al mese per una doppia.

Questo è il piatto che quel brutto paese di nome Italia offre ai suoi giovani. Senza prospettive, senza formazione, senza lavoro, senza diritti, senza borse di studio. Senza futuro.

Fonte: Che brutto quel paese che nega il diritto allo studio ai suoi giovani

Il Salvator mundi battuto all’asta record per 450 milioni “potrebbe non essere di Leonardo”

Il Salvator mundi battuto all’asta record per 450 milioni “potrebbe non essere di Leonardo”

Il ritratto Salvador Mundi, attribuito a Leonardo Da Vinci, battuto all’asta da Christie’s a New York per la cifra record di  450 milioni di dollari è l’opera d’arte più costosa di sempre. Eppure, secondo l’esperto di opere antiche Walter Isaacson potrebbe non essere di Leonardo. Nel volume “Leonardo da Vinci: the Biography”, infatti, Isaacson obietta la paternità dell’opera a partire dall’analisi di una sfera di cristallo tenuta in mano da Gesù, di forma assolutamente tondeggiante, eppure un dettaglio allo storico non torna. Di cosa si tratta?

Il vestito e la mano che tengono la sfera di cristallo non subiscono, secondo l’esperto, la distorsione ottica che dovrebbe invece essere presente nel quadro, e cioè che la mano e il tessuto sarebbero dovuti essere ingranditi se guardati tramite una sfera di vetro. Possibile, si chiede Walter Isaacson, che Leonardo da Vinci, precursore della scienza moderna, non abbia tenuto in conto nel suo dipinto un fenomeno così evidente che doveva certamente essergli noto?

Da un lato, la sfera è rappresentata con precisione scientifica, ma Leonardo ha sbagliato nel riprodurre la distorsione ottica provocata dal guardare tramite una sfera trasparente gli oggetti che si pongono dietro e che non sono in contatto diretto con l’orbita.

L’ipotesi più accreditata, sempre secondo quanto contenuto in “Leonardo da Vinci: the Biography” è che il Salvator mundi sia la una riproduzione realizzata nella bottega del Maestro, ma non direttamente dalla sua mano, oppure è semplicemente opera di un seguace esterno alla bottega. In realtà, l’idea che Salvator mundi sia un dipinto di Leonardo è storia abbastanza recente. Ritrovata nel XIX secolo, dopo che se n’erano perse le tracce, l’opera era stata venduta all’asta per poche decine di dollari nel 1958 (circa 60), prima di essere poi attribuita come una tela del genio fiorentino nel 2011.

Fonte: Il Salvator mundi battuto all’asta record per 450 milioni “potrebbe non essere di Leonardo”