Resto al Sud, il bando per giovani imprenditori

Soprattutto al sud il tasso di disoccupazione giovanile è davvero molto elevato. Complice anche la Questione meridionale come un problema storico dell’Italia meridionale, oggi lo Stato cerca di porre rimedio a questa situazione con diversi bandi e finanziamenti specifici per il meridione. Molti, infatti, sono gli incentivi pensati per le zone del sud d’Italia e finalizzati al sostegno degli under30 come la Garanzia Giovani o anche all’avvio di nuove imprese giovanili, come nel caso di Resto al Sud. Vediamo insieme come funziona questo bando per giovani imprenditori.

Resto al Sud, come funziona il bando

Come dicevamo Resto al Sud rappresenta soltanto l’ultimo degli incentivi, in ordine di tempo, pensati per sostenere la crescita e l’imprenditorialità giovanili nelle regioni del sud. Il progetto è stato introdotto dall’articolo 1 del Decreto-legge n. 91/2017, che poi è stato convertito nella legge 123/2017. Si tratta di un sostegno in parte a fondo perduto e in parte a tasso zero. Il 35% del finanziamento è a fondo perduto, mentre il 65% viene elargito a tasso zero da Invitalia, l’Agenzia del Ministero dell’Economia che si occupa, appunto degli incentivi a sostegno di imprese già esistenti.

Chi riguarda il bando

Il bando vuole finanziare, quindi, i progetti degli under 35 che risiedono nelle regioni dell’Abruzzo, della Basilicata, della Calabria, della Campania, del Molise, della Puglia, della Sardegna e della Sicilia. Si tratta, quindi di uno dei finanziamenti per la regione Calabria e il resto del territorio meridionale volto al sostegno dei giovani che restano al Sud e aprono un’attività imprenditoriale. Possono partecipare al bando le attività di servizi e prodotti nei settori dell’artigianato e dell’industria, sono escluse, invece, quelle professionali e commerciali. Via libera alle ditte individuali e alle società per un finanziamento massimo di 50.000 euro per le ditte individuali e 200.000 euro per le società.

Resto al Sud, le novità del 2019

Il finanziamento vuole aiutare coloro che intendono avviare una nuova impresa individuale o una società nelle zone meridionali. Nella Legge di Bilancio 2019 è spuntata l’ipotesi di allagare il concetto di sud anche alle basse Marche, includendo quindi la provincia di Ascoli Piceno e di innalzare l’età dei beneficiari agli under 46 e non più agli under 35. Inoltre, al vaglio del governo ci sarebbe anche la possibilità di includere i liberi professionisti e non solo le ditte o le società tra i potenziali beneficiari del bando Resto al Sud.

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