Pinko: una collezione all’insegna del retrò

 

La collezione autunno inverno 2016-17 targata Pinko, di cui l’attrice americana Kate Bosworth sarà la nuova brand ambassador, si caratterizza per le numerose proposte dal sapore retrò. I riferimenti alla moda dei decenni settanta, ottanta e novanta, infatti, sono molti, ma, naturalmente, essi sono stati reinterpretati dai designer Pinko in chiave moderna e glamour. Non mancano poi i contrasti cromatici e l’utilizzo sapiente di una vasta gamma di tessuti. Scopriamo nel dettaglio quali sono i capi più iconici e fashion della collezione.

La collezione messa a punto da Pinko per l’autunno inverno 2016-17 si contraddistingue per i capi esclusivi che ben si adattano a utilizzatrici grintose e in grado di aprirsi sempre a nuovi stili. Essa, infatti, strizzando l’occhio al passato, ma sempre attenta alle ultime tendenze, ha proposto capi dalle forme fluide e cangianti, abbinate a nuance e fantasie dal gusto minimal ed essenziale. Si tratta, in altri termini, di una sorta di miscela ben riuscita tra lo stile rock-chic, le suggestioni dandy e la moda street.

Gli Abiti Pinko della collezione autunno inverno 2016-17

Gli abiti Pinko possono essere utilizzati per qualsiasi occasione: sarà sufficiente variare gli accessori per ottenere uno stile totalmente diverso. Basti pensare a quanto possa mutare un classico tubino nero se indossato con le scarpe décolletés con tacco, con un paio di stivali o con le ballerine. Tra le proposte più interessanti della collezione segnaliamo il dress in pizzo rebrodé con fasce bicolori sui fianchi: un vero e proprio must have dello stile sporty-chic. Molto belli e glamour anche gli abiti lunghi; si pensi, ad esempio, all’abito nero con le spalline di catene in argento, che può essere utilizzato sia come vestito da cerimonia che per una serata speciale con il partner. Molto pop e assai romantici, invece, i dress monospalla impreziositi con le paillettes, gli abiti lunghi fino al ginocchio e realizzati in macramè tecnico e i più romantici modelli svasati con arricciature e colletti in perfetto stile bon ton.

Le gonne della collezione autunno inverno 2016-17

La gonna svasata Pinko, sia mini che al ginocchio, consente di realizzare outfit romantici e ultra-chic. Trattandosi di un must have di stagione è stata realizzata in vari modelli: appena ondulata o pieghettata, in tweed o in pelle, mono-tinta o con fantasie essential. Essa può essere indossata sia con una scarpa décolleté che con le comode sneaker: ovviamente dipende dall’occasione! Da non perdere poi le sensuali ed eleganti longuette in tessuto stretch e con spacco.

I pantaloni della collezione autunno inverno 2016-17

Per quanto riguarda i pantaloni, invece, troviamo un vasto assortimento di modelli: quelli a zampa ispirati ai mitici seventies e impreziositi da dettagli esclusivi ed eleganti (come, ad esempio, i bottoni dorati); i più moderni skinny che esaltano le forme e che rendono sensuale e raffinato anche il look più casual; i classici pantapalazzo, che sono ritornati di gran moda e che stanno bene praticamente con tutto.

 

Uso corretto e uso scorretto dei deumidificatori in casa

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Il deumidificatore non è altro che un macchinario che assorbe l’umidità sui muri e pareti di casa e sulle strutture che ne vengono affette, e grazie a questo, l’ambiente per un certo periodo non dovrebbe subire la comparsa di muffe derivante da umidità di risalita, intonaco sgretolato e altri fenomeni legati all’umidità.
Questo macchinario va a corrente ed ha un funzionamento che per certi versi assomiglia a quello del condizionatore, ovvero assorbe l’umidità e la trasforma in acqua, e ne esistono di varie dimensioni.
Non dovrebbero esserci problemi a trovarlo in giro per la vendita al dettagli in quanto ne esistono svariati tipi sul mercato, adatti a tutte le necessità, basta cercarlo nel negozio specializzato più adatto, essendo un elettrodomestico lo si troverà nei negozi così come anche negli ipermercati.

Il deumidificatore è utile contro l’umidità casalinga (non quella di risalita), nei casi più comuni di vapore acqueo in bagno o in cucina, dovuto alla doccia e al cucinare, umidità derivante da bucato messo a asciugare sul termosifone, l’uso di troppa acqua quando si lavano i pavimenti.
Logica vuole che quando si verificano le condizioni suddette, ci si dovrebbe preoccupare come prima cosa di aerare gli ambienti, o nel caso di cucina e bagno, se disponibili, azionare le ventole. Questo avrebbe la stessa funzione del deumidificatore, magari con un consumo energetico minore.

Si da il caso che non è necessario lasciarlo agire per ore e ore di continuo, basta un esiguo numero di ore perché svolga le sue funzioni e possa assorbire adeguatamente l’acqua presente nell’aria.

Quando il deumidificatore non si rivela utile?

Dopo aver spiegato in quali casi in cui il deumidificatore sia utile, spieghiamo ora i casi in cui questo non è utile. Fondamentalmente se si hanno muri umidi in casa, questo elettrodomestico non può fare molto.
Se si abita in un edificio la cui umidità deriva dall’assorbimento di acqua dal suolo, oppure dalla porosità del materiale di costruzione e causa l’umidità di risalita, bisognerebbe prendere ben altri provvedimenti.
Tali fenomeni portano, a lungo andare, a dei danni che non sono certo riparabili con un deumidificatore, occorre un tecnico o un’impresa specializzata in sistemi antimuffa e anti umidità di risalita.

I muri quando sono umidi assorbono sia acqua dal suolo e pure i sali presenti in questa, e sono i sali il problema maggiore. Questi assieme all’acqua tendono a risalire verso le aree asciutte (da li il nome “umidità di risalita”).

Quando l’acqua si asciuga rimangono i sali che affliggono l’intonacatura, quando pure questi si asciugano avviene l’effetto denominato efflorescenza, dovuto al fatto che i sali acquisiscono una massa almeno trenta volte maggiore. I sali presenti nell’intonaco tenderanno ad assorbire altra acqua ed altri sali e l’umidità aumenterà. Con l’andare del tempo se questo fenomeno non viene fermato coi mezzi adeguati potrebbe avvenire uno sgretolamento progressivo delle murature sino ad arrivare al collasso delle stesse.

 

Un servizio affidabile per la pulizia delle aziende di Rimini

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Le aziende, soprattutto quelle in cui lavorano molti impiegati, sono tra i luoghi dove igienizzare gli ambienti si rivela particolarmente necessario. Giorno dopo giorno, infatti, tante persone tra lavoratori e clienti ne calpestano il pavimento, ne utilizzano i bagni, ne usano il telefono, digitano sulle tastiere di computer e altre apparecchiature. Va da sé che alla fine della giornata lavorativa non sarà sufficiente una semplice spolverata, ma sarà indispensabile eseguire una pulizia accurata che garantisca l’igiene necessaria per riprendere il lavoro il giorno dopo nel massimo della sicurezza.

Per un servizio di pulizia aziende a Rimini ci si può affidare a Multiservice, compagnia specializzata in opere di pulizia e igienizzazione di ogni tipo di spazi. Ricorrere ai professionisti di Multiservice vuol dire avere la garanzia di un servizio di eccellente qualità, con la certezza di poter usufruire di spazi perfettamente puliti e igienizzati in pochissimo tempo.

Multiservice si avvale di una squadra di professionisti che fanno della pulizia aziende a Rimini il loro obiettivo primario, mettendo a disposizione del cliente la loro competenza per assicurare un livello di igiene altissimo.

Uno dei punti di forza di Multiservice consiste nel fatto che i servizi offerti non sono standard, ma sono personalizzati in base alle esigenze del cliente. Per mettere a punto un programma di pulizia ad hoc, infatti, i professionisti di Multiservice forniscono non solo un preventivo gratuito, ma eseguono anche un sopralluogo presso l’azienda, lo studio privato o l’ufficio da pulire. In base alla tipologia dell’ambiente, alle sue caratteristiche e alle sue dimensioni, Multiservice si mette all’opera per studiare una strategia che sia in grado di soddisfare le esigenze del cliente offrendogli un servizio di pulizia pensato appositamente per gli spazi che ha bisogno di igienizzare.

I motivi per cui Multiservice è la scelta giusta per la pulizia aziende a Rimini

Rivolgersi a Multiservice per la pulizia delle aziende di Rimini vuol dire avere l’opportunità di avere ogni angolo perfettamente pulito e igienizzato: pavimenti, bagni, arredi ma anche vetri, complementi d’arredo, pulizia delle superfici di computer, telefoni e di tutti gli oggetti con cui si viene a contatto nell'ambiente di lavoro. La compagnia offre anche un servizio di lucidatura e ceratura dei pavimenti che darà all’ambiente un aspetto pulito e ordinato: un ottimo biglietto da visita agli occhi dei clienti.

Le operazioni di pulizia e sanificazione degli spazi vengono eseguiti per mezzo di prodotti detergenti efficaci ed ecologici e di macchinari che sfruttano le più moderne tecnologie, facendo sì che il personale specializzato possa raggiungere anche gli angoli più nascosti ed eliminare ogni traccia di sporco, polvere e macchie da superfici e tessili. L’azienda, infatti, garantisce una pulizia profonda non solo delle superfici lavabili ma anche di tendaggi, divani, sedie imbottite, poltrone ecc.

Le linee esotiche dello yacht M/Y Asya

Asya
Foto: heesenyachts.com

 

Marmo, rovere ed ebano: non c’è niente da fare, nelle stanze dello yacht M/Y Asya dei cantieri Heesen Yachts, ci si può davvero scordare di essere su una nave. Bagni da urlo, ambienti minimalisti ed eleganti, arredi ricercati e dal fascinoso tocco orientaleggiante… solo aprendo gli ampi armadi e scorgendo l’indispensabile abbigliamento da nautica ci si rende conto di non essere nella suite di un hotel a 5 stelle, ma in mezzo al mare.

Gli esterni della nuova versione del superyacht della società olandese sono stati ridefiniti da Frank Laupman, di Omega Architects. Per dare un respiro più contemporaneo alla già superba imbarcazione da 47 metri, le linee tradizionali di classica eleganza sono state ritoccate con un maggiore dinamismo, e il tender è stato posizionato in una struttura totalmente chiusa, così da ridisegnare la sezione frontale dello yacht. Per conferire maggior carattere all’esterno, poi, Laupman ha optato per delle cornici nere intorno alle grandi finestre, così da esaltarne la trasparenza.

Gli interni di questo lussuosissimo superyacht sono stati anch’essi rivoluzionati: artefici del cambiamento sono stati gli architetti di Bannenberg & Rowell Design, in collaborazione con Dornbracht: la loro collaborazione con i cantieri Heesen Yachts, del resto, è già arrivata al quarto yacht prodotto in simbiosi (prima di M/Y Asya erano infatti venuti My Secret, My Sky e Lady Petra). I risultati di questo consolidato rapporto si vedono e si toccano.

Ispirato all’estetica di Tadao Ando e di Frank Lloyd Wright, il design degli interni gioca sul lieve contrasto tra i colori neutri e i toni caldi. Nei bagni l’alternanza è tra le striature del marmo, la vernice delle finiture e i toni accesi del rovere e soprattutto dell’ebano Macassar. A rapire lo sguardo, in questi ambienti, sono soprattutto le rubinetterie Dornbracth: lungi dal rifornire solamente gli hotel più sontuosi del pianeta, infatti, questo brand è ormai un partner indissolubile di molti armatori. E guardando nei bagni dello yacht M/Y Asya, si capisce il perché: l’estetica minimalista e discreta della rubinetteria riesce ad esaltare l’architettura degli spazi interni, vero orgoglio dei designer.

L’ampio utilizzo del rovere grigio oliato, della seta e del bronzo rendono palese il richiamo dei designer all’atmosfera esotica dell’Oriente, arricchita da colori usati con oculatezza ma allo stesso tempo con grande carattere: nel salone principale, per esempio, le sfaccettature violacee degli elementi orizzontali e verticali si incontrano con dettagli arancioni e verdi. Solo arrivando sul ponte – dove campeggia in tutto il suo splendore un tavolo in ebano da dodici commensali – ci si rende conto di essere su una nave: se all’interno ce lo ricorda l’abbigliamento nautico riposto nei sofisticati armadi, all’esterno ci pensa una vista fantastica del mare intorno a noi.

 

Articolo scritto in collaborazione con SailorMarket

 

Trasferirsi all’estero: ecco come partire con il piede giusto

Credits: Viaggiareinsalute.ministero

 

Trasferirsi all’estero: ecco come partire con il piede giusto

Un tempo si diceva che l’Italia fosse «un paese di esploratori». Di certo il desiderio di scoprire mondi lontani è rimasto impresso nel nostro Dna: quella di mollare tutto e trasferirsi altrove non è infatti una voglia nata solamente in seguito alla crisi economica degli ultimi anni, anzi, è ben sedimentata anche nelle generazioni precedenti. Tutti quanti, benestanti o precari, sono stati più o meno sedotti, almeno una volta, dall’idea di rifarsi una nuova vita all’estero. In molti hanno rinunciato a questo sogno, trovando un’esistenza felice anche all’ombra del proprio campanile, mentre alcuni sono partiti per non tornare più. Altri ancora, invece, continuano ad accarezzare questo miraggio. A fermarli, però, è spesso proprio la paura di fare il primo passo, ovvero partire, una volta per tutte. Ecco dunque una lista di consigli per chi vuole fare i bagagli e attraversare il confine per avverare i propri sogni, ma non ha osato ancora farlo.

I documenti giusti: per prima cosa bisogna affrontare le questioni burocratiche, ovvero munirsi di passaporto, permessi di soggiorno ed eventuali cartelle mediche. Se la destinazione è esterna all’Unione Europea, i documenti da preparare possono essere davvero molti, diversi di caso in caso. Informarsi approfonditamente prima di partire, dunque, è un obbligo, così da non imbattersi in ostacoli insormontabili già nei primi giorni.

Il trasloco: inserire l’intera vita nel bagagliaio della macchina, o ancora peggio nella cappelliera di un aeroplano di linea, è ovviamente impossibile. Vestiti, libri, pentolame e ricordi di famiglia possono però essere impacchettati e affidati a dei corrieri: è dunque un bene, nei mesi precedenti alla partenza, informarsi sul costo della spedizione dei pacchi verso la destinazione scelta, così da organizzare anticipatamente il trasloco e ridurre al minimo lo stress tipico delle ultime ore.

Il nuovo lavoro: decidere di trasferirsi all’estero senza aver precedentemente trovato un impiego è un grande rischio. Va infatti sottolineato che quasi tutti gli stati del mondo non permettono un permesso superiore ai sei mesi nel caso in cui non ci sia una rendita garantita e dimostrabile. Se a questo sommiamo il fatto che trovare un’occupazione in una città straniera, con una lingua diversa e nessuna reale conoscenza del territorio, è sicuramente più difficile che trovarlo in patria, partire senza un posto di lavoro assicurato con il quale iniziare la propria vita è davvero sconsigliabile, soprattutto se non si è più giovanissimi e intraprendenti. La soluzione, quindi, è quello di scovare un impiego, anche modesto, ancor prima di partire. Una volta ambientati, invece, sarà più facile trovare lavori realmente soddisfacenti.

Il nuovo alloggio: mai e poi mai affittare una casa online senza averla prima vista di persona. Le fotografie postate sui siti di affitto online sono infatti sempre bellissime, ma la fregatura è dietro l’angolo. Infissi scadenti, quartieri invivibili ed elettrodomestici non funzionanti sono solo alcune delle cose che non possono essere notate da un semplice annuncio online. Per ovviare a questo problema, il consiglio è dunque quello di partire con un periodo di affitto brevissimo in strutture economiche, come appartamenti condivisi e bed & breakfast, per farsi così un’idea migliore sui quartieri della città e visionare in prima persona gli appartamenti.

Iniziare subito a socializzare: infine, una volta completato il trasloco, è necessario cominciare a socializzare in modo massiccio, così da migliorare la conoscenza della nuova lingua e integrarsi al meglio. È assolutamente da evitare, quindi, la brutta abitudine di frequentare solo la comunità di italiani residente nella nuova città. La rete dei connazionali residenti all’estero può infatti essere utilissima nel primo periodo, ma diventarne eccessivamente dipendenti potrebbe vanificare del tutto i vantaggi di una nuova vita in un paese straniero.

Articolo scritto in collaborazione con IoInvio

 

Sigaretta elettronica online: storia di un prezioso alleato

Dalla sigaretta tradizionale alle e-cigarettes online: storia dello svapo dagli albori ad oggi

 

La vendita della sigaretta elettronica online o in negozio, ha una storia recente. Brevettata per la prima volta nel 1963 da Herbert A. Gilbert, la prima sigaretta elettronica è stata definita come una sigaretta non-tabacco in cui una soluzione di nicotina veniva riscaldata fino a produrre vapore.

Un' idea di prodotto che per il momento non verrà mai fabbricato. Bisognerà attendere il 1979 e il dottor Norman Jacobson che inventa un dispositivo per inalare nicotina senza la fastidiosa produzione di fumo. E' la prima e-sigaretta e per la prima volta si parla di "vamping", ovvero svapo. Nei decenni che seguono non c'è un vero e proprio miglioramento della tecnologia della sigaretta elettronica e l'invenzione viene praticamente ignorata: le sigarette tradizionali venivano fumate e non temute, gli effetti collaterali nocivi sconosciuti o tenuti strettamente riservati, le multinazionali del tabacco avevano un marketing di successo che produceva ingenti guadagni. Ma già molto prima degli anni 2000 gli studi sulle potenzialità cancerogene delle sostanze contenute nel fumo di sigaretta cominciano ad essere divulgati, sorgono le prime cause di risarcimento contro le multinazionali del tabacco le quali, non rendendo nota la nocività del fumo di sigaretta si rendono colpevoli dei danni alla salute dei fumatori. I governi danno quindi i primi segni di attenzione verso stili di vita sani, cominciando le campagne antifumo e i divieti nei luoghi pubblici con sanzioni per i contravventori: la lotta al fumo comincia dai cinema per finire ai luoghi di lavoro, ristoranti e ospedali, si attua una protezione dei minori con specifici divieti.

Oggi si parla di parchi pubblici e zone di pertinenza antistanti alle scuole e agli ospedali. In questo contesto è naturale che i fumatori più accaniti, quelli per i quali l'utilizzo della sigaretta è legata ad una sorta di ritualità dove la gestualità conta più della nicotina in sé, cercassero una valida alternativa. Nel 2003 il farmacista cinese Hon Lik Ha, fumatore e figlio di fumatore morto di tumore ai polmoni, ripropone l'idea della sigaretta elettronica. L'anno successivo la Rayan, nome evocativo del fumo, è la società che investe in quest'idea e produce le prime e moderne sigarette elettroniche, online o nei negozi si inizia a vendere uno stile di vita alternativo. Il mercato cinese e quello dei Paesi vicini rispondono bene e accolgono il prodotto che si diffonde rapidamente. Nonostante le diffidenze iniziali dei governi, i divieti di importazione, vendita e a volte addirittura detenzione, questa nuova tendenza si trasmette in europa e nel 2007 anche in America. Più la sigaretta elettronica trova riscontro presso la popolazione dei fumatori disposta a considerarla un valido sostituto della sigaretta tradizionale, e maggiormente cresce l'interesse delle organizzazioni sanitarie governative. Inizia da subito un'intensa attività di ricerca sui possibili effetti collaterali della e-sigaretta.

Prima la FDA (Food Drug Administration), e in seguito l'Organizzazione Mondiale della Sanità, commissionano ricerche e studi quantitativi i cui risultati vengono per anni smentiti dallo studio immediatamente successivo.

Alcuni test hanno rivelato che le tracce di nitrosammine (specifiche del tabacco) nel fumo della sigaretta elettronica sono presenti in livelli paragonabili a quelli approvati nei prodotti terapeutici per smettere di fumare.

Nell'agosto del 2011 la rivista Addiction fornisce evidenze che le sigarette elettroniche vengono utilizzate con successo da molti ex-fumatori. Anche se la FDA continua la sua campagna contro la sigaretta elettronica, la popolarità del senza-fumo cresce e, quando si accerta che le affermazioni del Dipartimento della Salute americano non sono supportate da studi, la popolarità aumenta ancor di più.

E questo nonostante piccole imprese cinesi, come accade quando un prodotto è di successo, abbano immesso sul mercato imitazioni a buon mercato, senza controlli di qualità e spesso pericolosi, che hanno provocato una recrudescenza del tentativo mettere al bando il prodotto. Tuttavia le aziende più tecniche e specializzate del settore, oltre a produrre modelli sempre più sicuri, all'avanguardia, confortevoli e personalizzati, si incaricano di educare il pubblico alla corretta scelta della sigaretta elettronica di qualità, fornendo consulenze per la sicurezza anche della sigaretta elettronica online e il suo uso. Il settore dell'e-sigaretta è in rapida espansione, con progressi tecnologici dello svapo, modelli diversi, accessori e liquidi, dispositivi di protezione.

5 Domande sul cambio merce pubblicitario che devi porti

Queste domande, che di seguito leggerai e devi sapere, sono a tutti gli effetti dei veri e propri intoppi. Possono bloccarti nell'effettuare quello che potrebbe essere per te, per la tua attività o business, un'opportunità vantaggiosa e remunerativa, ovvero il cambio merce pubblicitario.

Prima di procedere chiariamo un punto fondamentale: lo scambio di merce, in genere in eccedenza nel tuo o di un'altra attività, è un vero e proprio baratto.

Un'esempio concreto e, diciamo terra terra, è il seguente:

a – Un allevatore ha del formaggio in eccedenza che rischia di finire gettato via perché invenduto nei canali tradizionali;

b – Contatta un'agenzia specializzata in questo tipo di servizio;

c – Mediante un'apposita pianificazione si procede ad una specifica campagna pubblicitaria su canali alternativi e/o tradizionali.

In questo modo, continuando l'esempio dell'allevatore, si ha un'investimento in pubblicità senza costi aggiuntivi, poiché il servizio è comprato mediante le eccedenze presenti nel magazzino.

Come puoi vedere e constatare, questo servizio permette una corretta gestione della merce, sui costi e sugli investimenti perché, a conti fatti, si usano solo ed unicamente il surplus di produzione.

Ora vediamo quali dubbi e incertezze ci possono essere col cambio merce pubblicitario.

1. Il cambio merce pubblicitario può preservare la liquidità dell'azienda?

Per farti capire meglio come può questo servizio permetterti di conservare liquidità ad un'azienda, ti farò un esempio pratico e riscontrabile:

Un'azienda decide di investire sulla pubblicità per incrementare i propri profitti. Poiché i costi di sull'adversiting sono in quel momento per loro difficili da affrontare, decidono di utilizzare le merci in eccedenza presenti sul loro magazzino e che possono ancora essere vendibili. In questo modo il loro surplus diventa una nuova "liquidità aziendale" che viene investita in pubblicità, senza intaccare le loro "residue liquidità".

2. Quand'è che converrebbe fare un cambio merce pubblicitario?

Non è necessaria la presenza di surplus poiché alcune azienda hanno un'altro tipo di problema legata alla produzione: la merce in scadenza.

Questo vuol dire che in procinto di un'eventuale perdita dei prodotti presenti in magazzino, un'attività li può investire in pubblicità proprio grazie a questo servizio.

Un'altro esempio pratico per chiarire questo punto è quando un'azienda che produce prodotti alimentari ha delle rimanenze in scadenza e, per non perdere la merce e mandarla al macero, decide di investirla per ottenere visibilità.

3. Il cambio di merce pubblicitario può permettere ad un'azienda di raggiungere mercati esteri?

Questo dipende dall'agenzia, a cui un'impresa decide di rivolgersi.

Infatti alcune di queste possono offrire vari servizi pubblicitari, sia nazionali che internazionali, con un conseguente ampliamento del proprio mercato di appartenenza.

Non stupirti quindi che questo investimento, che a conti fatti è a costo zero, permetta di raggiungere delle zone di mercato e dei target aziendali a cui non si era pensato prima.

4. Il Cambio di merce pubblicitario incrementa i profitti?

La pubblicità, oltre ad essere un investimento, prevede sempre un ritorno dei costi effettuati per esso.

Data la natura conveniente del servizio come spiegato sopra, ovvero costi zero, qualsiasi introito derivante dalla campagna pubblicitaria iniziata in questo modo è da considerarsi un incremento dei profitti dovuto dalla produzione della merce stessa.

5. Come effettivamente pago la pubblicità con questo metodo?

Qui bisogna fare una specificazione a riguardo.

L'impresa paga la pubblicità solo ed unicamente mediante i costi interni di produzione.

Spiego meglio: i costi effettivi sono da ricercare sulla produzione, in quanto la vera spesa pubblicitaria viene caricata sull'ala produttiva poiché vengono utilizzati i prodotti creati per ottenere il servizio di advertising mediante agenzie apposite.

Ecco perché prima ho specificato due volte che tutto questo è a costo zero.
Perché la liquidità prevista è stata usata per la produzione. Quindi l'investimento, quando si decide di effettuare il cambio, è stato già fatto a monte.

Conclusione

Mi auguro di averti chiarito alcuni dubbi che possono venire quando senti di questa opportunità.

Hai letto di come può preservare la tua liquidità, raggiungere mercati esteri, aumentare i profitti, dei costi effettivi e di quando converrebbe farlo.

Con una corretta valutazione, e un buon piano dall'agenzia, si può ricavare molto da poco.

LifeStyle: 3 mosse per vincere quando la vita non va come dovrebbe

 

Come si fa a non perdersi d’animo quando la vita non va come dovrebbe? 

Progettiamo tutto, ma qualche volta le cose non vanno, succede qualche evento spiacevole e qualche inconveniente ci blocca e ci sembra che tutti i nostri sforzi non siano serviti a nulla. 

Passiamo dal sentirci in colpa per non aver previsto qualcosa , al sentirsi preoccupate, spaventate , scoraggiate al punto da desiderare di abbandonare tutto. 

Però ci sono semplici tattiche da mettere in pratica per non perdersi d’animo e risolvere la situazione. 

E’ importante ricordarsi che la tenacia e persistenza sono qualità che premiano, nel tempo e che quindi si rivelano importanti per risolvere situazioni impossibili. 

Non mollare quando le difficoltà fanno capolino lungo la strada, trovando il modo per non perdersi d’animo . 

Se c’è qualcosa che ci infastidisce, qualcuno che ci ha messo i “bastoni fra le ruote”, non bisogna continuare a cercare mentalmente tutti i motivi che possono aver scatenato questa situazione. 

Nel momento in cui si è depressi, preoccupati la prima cosa da fare è: smettere di pensarci. 

Distanziandosi dal problema è molto probabile che lo si percepisca in modo decisamente più debole e che improvvisamente si riesca a ridimensionarne la difficoltà. 

Un altro passo per vincere quando qualcosa non va bene, è dopo aver preso la distanza dal problema, fare qualcosa di bello per se stessi. Bisogna coccolarsi, farsi sentire bene, parlarsi. 

Ripetere che va tutto bene. Le cose si stanno sistemando al meglio. Da questa situazione arriverà solo bene. Ripetere queste affermazioni fa bene ,rasserena la mente e senza dubbio qualcosa di positiva succederà. 

Dopo aver svolto le prime due attività con convinzione, la persona risulterà meno scoraggiata e più serena. 

L’energia sarà cambiata e si sarà attivato un aspetto positivo e creativo. 

Seguendo questi 3 passi, si raggiungeranno facilmente i risultati per vivere meglio: 

la persona si sarà calmata e rassicurata, lasciando andare l’ansia, la paura e le preoccupazioni. 

Avrà recuperato lucidità e sicurezza in se stessa. 

Avrà stilato una sorta di piano d’azione per uscire dal problema e riprendere in mano le redini della situazione entrando in azione. 

Non è difficile cercare di creare uno stile di vita che ci possa aiutare a vivere meglio e in pace con gli altri. Costruirsi una vita più in linea con se stessi per esprimersi davvero e vivere liberi e soddisfatti. 

 

La casa ecosostenibile

Sin dai primordi, la casa è stata per l'uomo un luogo importante, un luogo dove cercare ristoro e riparo, dove riscoprire la gioia di stare insieme. Per questo si è resa necessaria anche una certa estetica e si sono sviluppati i vari stili architettonici. Oggi un altro aspetto importante, per la salvaguardia del nostro pianeta, è anche costituito dall'ecosostenibilità. Per ecosostenibilità intendiamo tutte quelle tecniche, edilizie o energetiche che siano, messe a punto per avere quanto meno impatto possibile sull'ambiente riducendo in maniera sensibile l'inquinamento. Da decenni anche il mondo dell'edilizia si sta sempre di più orientando verso una ecosostenibilità dei materiali e questo risultato è stato raggiunto in maniera egregia con l'introduzione delle strutture in legno. Ad oggi il legno risulta essere il materiale da costruzione più ecosostenibile perchè è l'unico materiale davvero rinnovabile e che non richiede energia esterna per la sua produzione. Allora perchè non optare per una bella casa interamente in legno? Oltre ad essere delle costruzioni perfettamente ecosostenibili, le soluzioni proposte dalle varie ditte offrono anche un design elegante e moderno, adatto ad ogni esigenza di stile. Inoltre una casa in legno, specie se parliamo di una struttura prefabbricata, ha costi e tempi di costruzione molto ridotti rispetto a quelli di una casa in muratura: i tempi di costruzione oscillano in media tra i 3 e i 4 mesi e i costi si aggirano intorno alle 800 – 900 € al metro quadro.

Qualora ci fosse qualcuno ancora scettico riguardo la possibilità di prendere in considerazione la costruzione di una casa in legno, è bene che sappia alcune informazioni aggiuntive:
– Le case in legno sono solide, sicure (le pareti esterne sono all'incirca spesse 35 cm) e costruite nel rispetto delle normative previste per legge.
– Non bisogna temere l'azione di insetti e parassiti, in quanto il legno prima di arrivare in cantiere è sottoposto ad un particolare trattamento che impedisce ogni tipo di proliferazione parassitaria.
– La legge impone l'installazione di un salvavita per la sicurezza degli abitanti. Questo salvavita, in caso di corto circuito, salta e taglia la corrente limitando se non prevenendo così i possibili danni causabili da un eventuale incendio.

Un'altro problema che incontra chiunque decida di cambiare casa o costruirne una, è la decisione riguardante il miglior fornitore di energia elettrica. L'energia elettrica è una risorsa di vitale importanza per molte azioni che compiamo quotidianamente. Riuscireste mai a pensare di farne a meno, anche solo per mezza giornata? E' bene quindi essere informati, avevndo un quadro generale della situazione. Nel luglio 2007, in tutto il territorio dell'Unione Europea è stato liberalizzato il mercato dell'energia elettrica, favorendo così la nascita di una serie di fornitori privati che forniscono energia a costi contenuti. In questa Babele di offerte, si avverte la necessità di avere a disposizione degli strumenti o dei criteri per potersi orientare e fare una scelta ponderata. Prima di decidere a quale fornitore rivolgersi bisogna tener conto di vari fattori:
– Il proprio stile di vita. Infatti, tenendo conto di numero componenti nucleo famigliare, elettrodomestici utilizzati e fasce orarie di maggiore uso della corrente, si potrà ricercare più facilmente una soluzione adatta ai consumi.
– La tipologia di prezzo applicato. Il prezzo può essere fisso oppure indicizzato all’AEEGSI, Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico.
– Le fonti che vengono utilizzate per la produzione di energia.
– Il taglio di potenza. Variabile da 1.5 a 6 kW.
Giusto per avere un'idea, facciamo un esempio semplicissimo.

Se vivi da solo e passi quasi tutta la giornata in ufficio, università o lavoro, e di conseguenza consumi poca elettricità, il fornitore energia elettrica più conveniente è Enel Energia che, con la sua proposta E-Light Luce Bioraria, prevede un prezzo più basso nelle ore serali e bloccato per 1 anno (Numero Verde: 800.900.860 ). Chiaramente, se vivi in una famiglia di 4 o più persone le tue esigenze di consumo cambiano. Così come cambierebbero se, invece del solo frigorifero, avessi in casa anche una lavastoviglie, un frigorifero e un forno elettrico. Ad ogni modo, il metodo migliore è rivolgersi, tramite i vari siti internet, alle agenzie per la comparazioni delle tariffe in modo tale da avere una visione generale dei costi di mercato dell'energia.

Yandex motore di ricerca russo

Yandex è il principale motore di ricerca russo con 12.3 milioni di utenti, anche se non molto internazionalizzato.

In Russia l’inglese non è molto usato, né, in generale molto conosciuto.

Questo influisce decisamente sul modo di fare advertising, con la creazione di alcune regole da parte di Yandex per rendere l’esperienza dei suoi utenti meno difficile

E’ possibile scrivere un annuncio o una parola in inglese, ma va tradotta all’interno dell’annuncio stesso .Diventa una cosa impossibile data la lunghezza delle parole russe, e i limiti di caratteri degli annunci.

Se per caso si è lasciato la lading page in inglese, cio’ va segnalato aggungendo alla fine il simbolo (EN), in modo che l’utente sappia quale lingua si troverà una volta cliccato.

Si è appena concluso a Berlino un evento per esperti del digital adverting e marketing in Russia dedicato in particolare a Yandex; nel corso dell’avvenimento sono stati indicati i nuovi trend del marketing digitale russo , le nuove possibilità offerte dal motore di ricerca russo per quel che riguarda la pubblicità online .

Tra i partecipanti, Giulio Gargiullo Digital Marketing Manager che lavora da molti anni tra Italia e Russia, dice:”Yandex rappresenta ancora oggi la principale porta d’entrata del mondo digitale della Federazione Russa, quella che viene chiamata “Runet”. Google cerca di incalzare, ma Yandex mantiene il primato per la sua capacità di intrattenere i russi con molti servizi utili e una rete pubblicitaria che va ben oltre il motore di ricerca”.

Durante l’evento, ci sono stati corsi di perfezionamento, corsi di formazione e di networking.

YES ha presentato le nuove possibilità di Yandex Direct (la piattaforma per le campagne pubblicitarie online nel motore di ricerca con la search) e Yandex Advertising Network (la rete pubblicitaria nei portali esterni al motore), Metrica (lo strumento di Yandex per la web analitycts) e AppMetrica (web analisi per applicazioni).

Senza dubbio l’evento di Berlino è stato un incontro di esperti internazionali che trattano il digital advertising focalizzato su Yandex, per poter avviare una strategia vincente in Russia e non solo.

Interessanti sono stati tutti gli argomenti, ma in particolare le nuove funzioni di geo-localizzazione dell’utente nella ricerca e quindi legata alle campagne pubblicitarie online per raggiungere un pubblico sempre più localizzato.

Il mercato pubblicitario online russo,conferma la crescita esponenziale del digital advertising che da sola ha raggiunto 1.40 miliardi di dollari a fine 2015. La spesa dell’online adv in Russia è prevista con una crescita fino a 2 miliardi di dollari entro 2020.