Ecco perchè bisogna investire sull’impermeabilizzazione

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Dobbiamo farcene una ragione, a lungo andare, la nostra abitazione andrà incontro a molteplici problematiche, alcune delle quali sono per lo più dovute al clima ed agenti atmosferici che riescono a logorare punti strategici di ogni costruzione.

Cosa fare per impermeabilizzare il terrazzo?

Il nostro consiglio è quello di investire su di un valido intervento di impermeabilizzazione terrazzo, semplicemente perchè a lungo andare, le piogge e l’acqua in generale vanno ad usurare e non poco la struttura vera e propria. L’acqua riesce a penetrare internamente e sarà proprio da quel momento che compariranno i primi problemi, contro i quali bisognerà intervenire in tempi brevissimi.

L’impermeabilizzazione terrazzo diviene importante in numerosi frangenti, basti pensare ad esempio a tutte quelle strutture scoperte, così come a facciate di edifici che sono esposte direttamente a pioggia ed agenti atmosferici vari; una condizione che darà vita ad infiltrazioni con usura progressiva delle parti interessate.

Non è certo difficile notare i segni degli agenti atmosferici, così come anche delle infiltrazioni vere e proprie, basti osservare se vi è una reale presenza di rigonfiamenti, così come anche di distacchi dell’intonaco ed ossidazione di parti metalliche, condizioni che vi costringeranno ad intervenire, magari scegliendo una ditta specializzata che in questo campo sarà in grado di offrirvi risultati ottimali, consentendovi anche di risparmiare qualcosina, in base al budget che vi siete prefissati.

Per l’impermeabilizzazione balcone piastrellato, ecco una soluzione!

Sappiamo fin troppo bene quanto sia importante puntare su interventi che possano fare la differenza se si parla di una comune abitazione, ed a tal proposito va sottolineato quanto conti qualunque intervento di impermeabilizzazione balcone.

Prendiamo l’esempio di un balcone piastrellato, sul quale dovremo pur sempre metterci mano, al fine di proteggerlo al meglio; in tale frangente si possono utilizzare tantissimi prodotti, ma consigliamo ad esempio di puntare sin da subito sul cosiddetto impermeabilizzante liquido trasparente, meglio se dotato di spiccate proprietà antipioggia.

E’ una scelta giusta, soprattutto se il vostro obiettivo sarà quello di puntare su di un’impermeabilizzazione balcone piastrellato in ceramica, ma anche in altri casi, dunque tenetelo ben a mente.

Prima di partire, però, sarà opportuno pulire tutta la superficie da trattare, per poi, subito dopo, procedere con l’applicazione dell’impermeabilizzante liquido, magari utilizzando un pennello che ci aiuterà a stendere il prodotto nel modo giusto. Effettuate almeno due passate di prodotto, con intervalli di 4 ore, in questo modo avrete raggiunto finalmente un risultato ottimale.

L’impermeabilizzazione balcone piastrellato, però, è un’operazione che solitamente viene gestita da team specializzati, da ditte che da anni si occupano di offrire il meglio che si possa desiderare, puntando su materiali specifici, ma soprattutto potendo contare su tecniche già testate in precedenza, che avranno come unico obiettivo quello di portare a termine il lavoro nel migliore dei modi.

Al giorno d’oggi, se parliamo di impermeabilizzazione balcone piastrellato, sono tante le realtà che possono offrirci un grande aiuto, motivo per cui, consigliamo di attrezzarvi in netto anticipo, richiedendo magari un preventivo online da quelle realtà che si trovano per lo più nella vostra zona, oppure che operano in tutta la regione; il preventivo è del tutto gratuito e vi permetterà di avere un contatto diretto con veri professionisti del settore, così come anche di concordare un appuntamento e di conoscere in netto anticipo quali saranno i materiali utilizzati ed il prezzo a lavoro finito.

Il mondo dell’antiquariato: mercatini e oggetti antichi rappresentano anch’essi un recupero ecosostenibile

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Non è una cosa su cui viene posta la giusta attenzione, ma tutto ciò che gravita attorno al mondo dell’antiquariato in qualche modo rappresenta ecologia ed ecosostenibilità. Questo in particolar modo perché tutto il mercato dell’antiquariato si basa su un concetto di “recupero” degli oggetti. Mentre normalmente si usa gettare via un oggetto, che sia un mobile oppure un oggetto antico qualsiasi, l’antiquariato pone l’attenzione sulla conservazione degli oggetti.

Per questo motivo il mondo dell’antiquariato viene visto di buon occhio dagli ecologisti in quanto anch’esso si oppone al concetto di rifiuti valorizzando allo stesso tempo il concetto di recupero dei materiali.

Perché il mondo dell’antiquariato è ecologico:vediamo come funziona

Il settore degli antiquari e degli oggetti e mobili antichi è un campo in continua evoluzione ed anche in grande espansione. Al giorno d’oggi, infatti, vi è sempre un maggiore interesse delle persone nei confronti di opere ed oggetti appartenuti ad epoche storiche differenti, dal sapore un po’ antico ma comunque ancora oggi apprezzabile e desiderabile.

Mobili, quadri, scrivanie, addirittura automobili, possono essere considerati come oggetti di antiquariato, ma esattamente cos’è che ci consente di distinguere un oggetto di tipo comune e cosa, invece, ci consente di considerarlo come un oggetto da collezione?

Un oggetto di antiquariato è considerato come un vero e proprio pezzo da collezione, un oggetto da tenere conservato come un cimelio, per essere ammirato ed apprezzato da tutti gli intenditori ed appassionati del settore.

Rispetto all’antiquariato, esistono sostanzialmente due categorie di persone. Da un lato, vi sono coloro che ritengono l’antiquariato una sorta di paradiso degli oggetti antichi, in particolar modo l’alto antiquariato, con oggetti appartenuti ad epoche lontane e per questo ammirabili ed apprezzabili: si tratta di persone che amano ed apprezzano gli oggetti di antiquariato, e che vanno alla continua ricerca di ‘occasioni’ da non perdere. Dall’altro lato, vi sono quelli che invece non hanno un’alta considerazione dei pezzi da collezione, perché non sono interessati al mondo dell’antiquariato e che probabilmente mostrano un maggiore interesse per mobili ed oggetti moderni.

Quando definire un pezzo come “pezzo d’antiquariato”

Non volendo entrare nel merito di due mondi completamente differenti, ci limiteremo a fornire una breve spiegazione ed alcune indicazioni in merito al tipo di oggetti che possono essere considerati come pezzi di antiquariato o da collezione.

Come la stessa frase ci suggerisce, un oggetto da collezione non è un oggetto che si trova tutti i giorni, non è un oggetto che troviamo tra i banchi di un supermercato oppure di un negozio di mobili. Si tratta, invece, di un qualcosa che è molto più ‘difficile’ da trovare, perché questo tipo di oggetti si può trovare nei mercatini delle pulci o, appunto, di antiquariato, nelle aste, oppure nei negozi specializzati.

Insomma, l’antiquariato è una nicchia, un settore entro il quale si possono trovare oggetti di epoche e luoghi diversi, di varia entità e natura, di varie utilità e di diverse condizioni: un oggetto può essere considerato come un oggetto di antiquariato per la sua unicità, ma soprattutto perché rispetta i canoni entro i quali esso è definibile come tale. Addirittura, ancora più in accordo coi concetti base di ecologia ed ecosostenibilità, molte valutazioni dei pezzi adesso si svolgono addirittura tramite il web, con il cosiddetto antiquariato online.

Non basta che un oggetto o un mobile abbia l’odore di qualcosa di antico, per essere considerato di valore: anche se molte opere, molti libri, molti mobili potrebbero essere considerati di antiquariato, per essere davvero tali devono essere collezionabili e desiderabili, per età, condizione in cui essi si trovano, rarità, ed anche per tutte le loro caratteristiche.

In ogni caso, un oggetto di antiquariato può essere un oggetto di uso quotidiano, come ad esempio una pipa, una penna, uno strumento musicale, oppure può essere un mobile, una scrivania, addirittura può essere un automobile. L’importante è che questo oggetto abbia un taglio ed una misura artigianale, e che sia rappresentativo di un’epoca lontana ben definita.

 

Rinnovare il design e risparmiare sulla bolletta in 5 mosse

Con l’arrivo della primavera, la voglia di mettere mano alla casa è sempre molto forte. Un cambio nei colori, nell’arredamento e, perché no, nella gestione degli impianti, unendo così lavori di design a lavori di ristrutturazione in un unico piano strategico.

Le peculiarità di un piano unico di lavori sono il creare meno disagio possibile a chi abita la casa e a eventuali vicini, ridurre i tempi di inagibilità dell’appartamento e risparmiare qualche euro. Infatti, oltre ad evitare che si aprano diversi piccoli cantieri durante l’anno, si possono inserire tutte le opere in un progetto unico per cui chiedere agevolazioni fiscali e prestiti personali.

Questi ultimi sono erogati da molti istituti di credito per finalità di ristrutturazione e possono essere confrontati su portali di comparazione, come SosTariffe.it che dedica una sezione esclusivamente ai Prestiti Personali (che può essere consultata qui).

Le agevolazioni fiscali per l’anno 2016, previste dalla Legge di Stabilità, consistono in detrazioni Irpef pari al 65% per lavori di ristrutturazione al fine di ottenere un maggior risparmio energetico e del 50% per tutte le altre opere di rifacimento abitativo.

Se avete quindi in mente di rinnovare colori e design della vostra casa, vi consigliamo anche di includere questi 5 lavori per ottimizzare il consumo energetico.

1. Isolamento interno ed esterno delle pareti
Cappotti esterni e pitture con polimeri speciali all’interno preservano la casa da infiltrazioni, umidità e da sbalzi di temperatura, lasciando i locali freschi d’estate e caldi d’inverno. Non tutte le tecniche sono adatte ad una specifica abitazione. Si consiglia, per tanto, di rivolgersi a professionisti e di richiedere più preventivi.

2. Cambio degli infissi
Finestre e porte di ultima generazione fanno la differenza sia sul piano termico, sia su quello acustico. Mentre i vecchi infissi lasciano passare gli spifferi, rendendo inutili i precedenti lavori di isolamento delle pareti, una finestra con telaio e vetri di ultima generazione isola dal calore prodotto dalla luce solare e attenua i rumori provenienti dall’esterno.

3. Piantumazione
Piantare alberi è la soluzione più green e chic per ottenere una barriera naturale contro gli sbalzi di temperatura. La casa resta protetta e il vostro giardino acquista bellezza.

4. Luci a LED
Rivolgetevi ai migliori light designer per progettare un impianto luci di tendenza, differenziato per ogni stanza e ogni uso degli ambienti e che ospiti luci a LED, in grado di ridurre le spese in bolletta per l’energia elettrica.

5. Elettrodomestici in classe A+
All’inizio la spesa potrebbe sembrare eccessiva, ma in un anno avrete già ammortizzato gli euro spesi in più. Con la vasta scelta oggi disponibile, si può arredare la propria casa con elettrodomestici dal design accattivante e ad alto risparmio energetico, basta scegliere quelli in classe energetica A+ o superiore.

Sempre più negozi e locali scelgono le siepi artificiali

Direttamente da Svezia, Norvegia e Finlandia e Danimarca arriva un nuovo trend che si fa largo anche in Italia: al bando piante o cespugli veri e spazio a fiori e siepi artificiali! Ma da dove nasce questa tendenza e quali sono le ragioni che ci dovrebbero indurre a sostituire i prodotti della natura con quelli artificiali? Ci si chiede, infatti, se ci siano effettivi vantaggi o se essi siano solo apparenti. Ecco una brevissima guida che aiuterà chi vuole prendere qualche spunto per arredare negozi e locali.

Come nasce una nuova tendenza: piante, fiori e siepi artificiali per un mondo all’insegna dell’eco-sostenibilità

L’idea, come già anticipato, prende piede in Svezia, Norvegia e Finlandia: paesi rinomati per il rispetto e la cura nei confronti dell’ambiente. Infatti, proprio per salvaguardare piante e fiori in via di estinzione e preservarne tutta la bellezza, molte persone hanno deciso di procedere diversamente, optando per il verde artificiale. Effettivamente, tale scelta comporta una serie di vantaggi ambientali senza intaccare, assolutamente, l’estetica dell’arredamento.

Le siepi artificiali più all’avanguardia sono molto simili a quelle vere, per esempio. Il verde delle foglie è molto intenso ma non tanto da apparire finto; anche i fiori hanno petali colorati e molto morbidi e l’erba, infine, non è affatto ispida ma confortevole al tatto. Ecco perché, se avete un negozio e volete dargli un tocco di verde in più, e avete spazio per farlo (magari all’entrata), le siepi artificiali sono la scelta giusta.

Se avete un locale con un affaccio sull’esterno, o un cortile interno, potete scatenarvi con le siepi artificiali: l’effetto all’entrata sarà di grande raffinatezza e chi passa davanti al vostro esercizio si sentirà più attirato all’interno. Se poi siete così fortunati da avere anche un dehor, non avrete problemi di spazio per sistemare delle scenografiche siepi artificiali, dando un’atmosfera davvero magica all’ambiente.

Ad esempio, se possedete un ristorante e siete aperti alla sera, immaginate la magia che riuscireste a creare decorando le siepi artificiali con tante lucine luminose… a volte bastano pochi accorgimenti per ottenere risultati memorabili.

Risparmiare tempo e denaro con il verde artificiale

Infine, ma non per importanza, l’idea di sostituire piante, erba e siepi vere con altre finte è una decisione che apporta notevoli vantaggi al portafogli e al nostro tempo. Parola chiave, soprattutto per i nordici, è ottimizzare. Prendersi cura di un giardino con piante e arbusti veri richiede moltissimo tempo poiché, come si sa, il verde ha bisogno di cura e non ci si può permettere di far appassire i fiori, seccare l’erba e far ammalare le foglie.

Moltissimi sono, infatti, i funghi e i batteri che si annidano e che, proliferando a contatto con l’acqua, causano danni irreversibili alle piante. Inoltre, bisogna considerare che ogni azione ha un costo: i giardinieri tendono a fare preventivi piuttosto alti anche perché le attenzioni da dedicare alle piante devono essere costanti, proprio come l’ausilio del giardiniere.

Leasing agevolato sul nuovo Iveco Stralis Euro 6

Il nuovo Iveco Stralis Euro 6 è in promozione con un leasing a tasso agevolato: un’occasione da non perdere, non solo per la convenienza del tasso di leasing ma anche per le eccezionali caratteristiche degli Iveco Stralis Euro 6, che permettono di risparmiare sui costi di carburante ma anche sulla manutenzione durante l’intero periodo di utilizzo.

L’efficienza dei ricambi camion Iveco e le tecnologie all’avanguardia montate sui nuovi Iveco Stralis Euro 6, fanno di questa gamma di mezzi la punta di diamante della loro categoria. Le nuove ed esclusive funzioni per il risparmio energetico ed economico sono strategiche e permettono di abbattere i costi di uso e di manutenzione degli Stralis. Iveco stralis Euro 6 monta infatti il sistema Ecoroll, che permette al mezzo di sfruttare la propria inerzia per procedere in folle: quando possibile, grazie alla funzione Ecoroll viene staccata la catena cinematica per un risparmio di carburante molto elevato. Inoltre, il lubrificante sintetico consigliato per la gamma Iveco Stralis Euro 6, non solo aumenta le performance del motore, diminuendo l’usura e ottimizzando la temperatura di esercizio, ma rendono anche più basse le spese poiché il nuovo lubrificante va sostituito con intervalli più lunghi.

Per aderire allo promozione sugli Iveco Starlis basta contattare il numero verde 800 800 288 o lasciare i propri dati nel sito Iveco: sarete ricontattati per avere tutte le informazioni che desiderate. Già da ora sapete che il tasso à molto agevolate, pari al 3,15%: questo comporta un anticipo del 10% e una rata di 1.389 euro al mese per 60 mesi. Nel contratto è inclusa anche l’assicurazione furto incendio, mentre iva, trasporto, spese di gestione partica e messa su strada restano a parte. Approfittando della promozione leasing su Iveco Stralis si risparmia subito e si continua a risparmiare per 60 mesi.

Cucinotto da campeggio per cene da chef!

Vi piace cucinare ma non sapete come fare quando siete in un camping? Il cucinotto da campeggio è la soluzione ideale per le vostre cene!

Ti piace cucinare e campeggiare? Le due cose per molti si escludono a vicenza, ma non è per forza vero! Bisogna, ovviamente, ammettere che non è sempre facile cucinare in campeggio, considerato che la vita all’aria aperta offre spesso delle sorprese inaspettate e gli spazi ristretti di certo non aiutano a mettere in tavola un buffet degno di una regina.

Tuttavia, esistono delle soluzioni che permettono di coniugare le due passioni senza rinunciare al comfort. Una di queste è il cucinotto da campeggio, una sorta di veranda/gazebo sotto cui è possibile collocare tutto il necessario per cucinare. Se, infatti, non ci basta un semplice fornellino da campeggio o la cucina già integrata nel nostro caravan o camper, possiamo sempre acquistare degli strumenti in più per poterci sbizzarrire in cucina anche in campeggio!

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Il cucinotto da campeggio può essere una estensione della veranda oppure stare a sé, a seconda delle nostre esigenze e della grandezza della piazzola del nostro campeggio. Non possiamo, infatti, sconfinare nella terra del vicino solo per dare sfogo alla nostra voglia di cucinare! Più grande un cucinotto è, maggiori strumenti potranno essere contenuti. Non solo fornelli e bombole del gas, quindi. Anche un piano di lavoro può essere inserito in un cucinotto di medie dimensioni, così abbiamo un ulteriore piano dove affettare le nostre verdure o tagliare la carne.

Il cucinotto, così come la verande, sono fatte in svariati modi diversi, ma i modelli migliori sono dotati di cerniere e protezione antiacqua per tutelare quanto contiene dalle intemperie o dal sole cocente. In alcuni casi, poi, la comodità va oltre e vengono inserite anche delle zanzariere. Infatti, soprattutto se cuciniamo la sera verso l’ora del tramonto, può capitare di essere tormentati dalle zanzare mentre cerchiamo di creare un piatto da grande chef. In questo modo, possiamo perseguire le nostre passioni senza alcun problema!

Basta, quindi, nutrirsi solo di insalatone fredde, panini o tonno in scatola! Non dovrete nemmeno più aspettare secoli per aspettare che l’acqua bolla. I tempi in cui dovevate programmare una spaghettata con ore d’anticipo sono finiti! Grazie al cucinotto da campeggio, infatti, avrete tutto l’occorrente al sicuro e pronto ad essere usato!

Risparmio economico e attenzione all’ambiente: il caso dei detersivi sfusi

Ci siamo occupati già altre volte nel nostro sito di detersivi: qui abbiamo parlato del fai da te per la lavastoviglie, mentre in questo altro articolo abbiamo approfondito il tema di come sia fatto il detersivo e del perché inquina. L’aspetto dell’inquinamento è strettamente legato a quello più generale della difesa dell’ambiente e della riduzione dei consumi, che dovrebbe riguardare non solo i detersivi ma tutto il nostro quotidiano. Ridurre, consumare meno e meglio ha molte conseguenze positive tra cui un potenziale risparmio economico che non va sottovalutato.

Tutto quanto appena detto si lega strettamente al grande successo che stanno ottenendo i detersivi alla spina. Negli ultimi anni infatti, soprattutto nelle grandi città, sono nati moltissimi point di detersivi sfusi. Si tratta di punti vendita in cui ci si reca con il proprio flacone o contenitore e si spillano i propri detersivi. I negozi sono oramai forniti di qualsiasi tipologia: dai piatti ai pavimenti, dalla cucina al bagno. Ed il risparmio economico e per l’ambiente è sensibile. In primo luogo si ottiene una riduzione dei rifiuti prodotti dagli imballaggi: ciò perché si riutilizza più volte lo stesso flacone. I point sono dotati di distributori automatici che consentono di accumulare meno plastica e quindi si riducono le emissioni di Co2.

Da non sottovalutare la riduzione degli sprechi. Ogni distributore eroga la quantità scelta dal cliente: non c’è bisogno di acquistare un quantitativo superiore, ma solo ciò di cui si ha davvero bisogno. Vediamo ora il risparmio economico: un detersivo alla spina costa circa il 20% di un detersivo “commerciale”. Ciò perché il primo può vantare minori costi di imballaggio, packaging, plastica e soprattutto marketing e pubblicità. Nonostante l’apertura di diversi franchising di detersivi sfusi, questi non vantano campagne pubblicitarie massicce ma si limitano a creare il loro “successo” sul passaparola. Sono quindi molti i buoni motivi per scegliere di acquistare i detersivi sfusi rispetto a quelli tradizionali.

Scooter elettrici il supporto alla mobilità per anziani e disabili

I scooter per disabili normalmente elettrici sono comodi e facili da gestire. Questi scooter elettrici a 3 o 4 ruote, che possono essere a singolo posto oppure a 2 posti, permettono al disabile e/o alla persona anziani di muoversi facilmente nella vita quotidiana in modo davvero sorprendente.

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Gli scooter elettrici per disabili usati o nuovi sono di fatto un validissimo supporto alla mobilità di persone anziane e disabili che, non potendo muoversi per problemi fisici di svariati motivi, sarebbero costretti per ogni minimo spostamento all’esterno a chiedere supporto ad amici e parenti.

Lo scooter elettrico è una soluzione che sta attirando sempre più persone che soffrono di mobilità ridotta proprio per la facilità di utilizzo ma anche perchè da qualche anno è possibile acquistare uno scooter per disabili usufruendo delle detrazioni fiscali dello stato italiano.

Questo strumento permette loro di acquisire indipendenza ed essere socialmente integrati, quando soprattutto i loro movimenti diventano difficili. Con lo scooter elettrico, tutto diventa possibile e il riacquistare la propria capacità di movimento non ha prezzo oltre a servire al disabile come mordente positivo per la propria indipendenza.

Lo scooter elettrico permette a persone disabili di riacquistare autonomia. Lo scooter elettrico per disabili è un aiuto per coloro che hanno problemi di mobilità e può essere acquistato senza prescrizione medica. Chiunque può utilizzare lo scooter elettrico per disabili: è adatto a tutte le età. Le persone anziane e in sovrappeso possono utilizzarlo in modo sicuro. È raccomandato per tutte le persone.

Lo scooter elettrico ha un funzionamento molto semplice. Il suo motore elettrico è alimentato da batterie ricaricabili che forniscono un alto grado di autonomia.

Tra gli scooter elettrici che vengono offerti dai produttori, ci sono diversi modelli: lo scooter a tre ruote, a quattro ruote, il modello compatto o doppio modello. Quasi tutti i modelli di scooter per disabili sono con copertura per permettere di essere utilizzati anche d’inverno.

Il modello più stabile è quello a quattro ruote, mentre le tre ruote sono facilmente più gestibili.
Lo scooter elettrico può essere migliorato con tanti accessori, alcuni dei quali sono a volte necessari come la rampa, la copertura di protezione, il cestino o scatola di richiamo.

La manutenzione dello scooter elettrico per disabili è basato su semplici gesti ripetuti regolarmente ogni mese. Si consiglia di stipulare un contratto di manutenzione quando si acquista uno scooter elettrico (anche per acquisti di scooter per disabili usati).

L’ assicurazione dello scooter elettrico non è ovviamente obbligatoria, come con qualsiasi altro veicolo elettrico. Qualora tuttavia si voglia assicurare il veicolo normalmente, in base alle condizioni assicurative, l’ assicurazione copre la responsabilità degli utenti per lesioni causati a terzi.

Come con qualsiasi veicolo, motorizzato o meno, l’uso del motorino elettrico dovrebbe essere sicuro. Il conducente deve ovviamente rispettare il codice della strada.

Il prezzo di uno scooter elettrico a seconda del modello si aggira da un minimo di €1.500 a un massimo di € 7.000.

Alcuni modelli vengono guidati spingendo la leva con il pollice, mentre altri sono guidati tirando la leva con le dita, come un freno della bicicletta.

Scooter elettrici a 2 ruote, noti anche come biciclette elettriche o ciclomotori, sono una forma di scooter a basso rumore, a zero-emissioni del trasporto e sono adatti anche per le persone con mobilità limitata.

Lo scooter elettrico è classificato come una bicicletta servoassistita, quindi nella maggior parte dei paesi (a seconda delle dimensioni del motore), non avete bisogno di una patente per guidare su strada, né devono essere registrati, o assicurati.

Scooter elettrici a 3 ruote sono ideali per un utilizzo in ambienti chiusi, soprattutto in casa o in un negozio, in quanto hanno un raggio di sterzata più piccolo del modello a quattro ruote il che li rende facili per fare manovre. Scooter a quattro ruote per disabili sono percepiti come più stabili, ma, a causa di progressi tecnologici, c’è poca differenza di stabilità tra scooter a tre o quattro ruote. La maggior parte dei produttori di scooter elettrici per disabili dispongono di scooter a tre e quattro ruote nella stessa versione e stesso modello.

Scooter elettrico a 4 ruote offre più stabilità rispetto quello a 3 ruote. Hanno due ruote posteriori e due ruote anteriori e rendono il rischio di ribaltamento estremamente nullo. Se avete problemi di equilibrio uno scooter per disabile a 4 ruote è una scelta eccellente. Le ruote doppie nella parte anteriore non sono manovrabili.

Prima di scegliere il vostro scooter elettrico, è importante identificare le vostre esigenze: capite bene quale utilizzo dovrete farne.

Pastiglie freni: breve guida alla revisione e al cambio

Cambiare le pastiglie freni e i pneumatici dell’auto è importantissimo per la sicurezza di ognuno di noi?

Siete già pronti per i weekend in montagna da trascorrere con gli amici e con la famiglia? Già programmato un viaggetto sulla neve per Capodanno? O non riuscite ad aspettare per fuggire dalla città e preferite sfruttare il ponte dell’Immacolata? Qualunque sia il periodo, qualunque sia la meta e qualunque sia la compagnia, mi raccomando: parole d’ordine sono organizzazione e sicurezza. Se partite in treno, occhio a obliterare il biglietto; se preferite l’aereo non dimenticate il check in e se andate in macchina attenzione alle pastiglie freni e alle gomme invernali.

Sembrano dettagli minimi ma, se sottovalutati, possono seriamente trasformare una piacevole gita fuori porta in un vero e proprio incubo.  Quindi, prima di partire e di godere delle meritate vacanze, è bene capire come farlo in tutta sicurezza.

  • Perché cambiare le pastiglie dei freni della nostra auto è importante?

Cambiare le pastiglie dei freni è indispensabile per non correre inutili rischi. Tantissimi sono, infatti, i pericoli che si corrono sottovalutando questi aspetti. Prima di ogni cosa, bisogna cambiare le pastiglie, rispettando tempi e modalità decise dal ciascun costruttore. Solitamente esse si cambiano ogni 30.000Km ma ci possono essere casi eccezionali per cui conviene farlo poco prima. Infatti, non è consigliabile aspettare che si esaurisca completamente tutto il materiale frenante poiché, riducendo la capacità di frenata, si rischia di correre grandi pericoli e di rovinare anche i dischi. Bisogna, infatti, tenere a mente che i dischi rigati o consumati rendono la vita delle pastiglie di gran lunga inferiore.

  • Perché è necessario controllare e cambiare i pneumatici auto. Ma come fare?

Cambiare i pneumatici auto è importante esattamente come cambiare le pastiglie dei freni. Se non avete rispettato i termini per i cambi invernali, che scadevano il 15 novembre, vi consigliamo di rivolgervi al vostro gommista di fiducia. Cambiare le gomme è indispensabile in quanto i pneumatici non equilibrati causano squilibri anche al volante e rendono molto poco stabile l’auto su strada. Quindi: prima di partire, facciamo attenzione ai biglietti ma, soprattutto, a viaggiare in sicurezza. È importante fare un salto dal meccanico e assicurarci che le pastiglie dei freni e le gomme dell’auto siano a posto. Buon viaggio!

Smaltimento dell’umido a Roma

Lo smaltimento dell’umido ha una grande importanza nella gestione dei rifiuti Roma, dover per umido si intende tutte quelle sostanze organiche fermentiscibili che vengono scartate dalle attività domestiche e non.

L’umido rappresenta quasi il 30% del volume dei rifiuti conferito in discarica ed per questo che esso deve essere riciclato.

Lo smaltimento del rifiuto umido come risorsa

Lo smaltimento dell’umido può portare a molti vantaggi ambientali ed economici. Il metodo più diffuso per lo smaltimento del rifiuto umido è il compostaggio. E questo è un prezioso materiale che viene sottratto alle discariche e che invece viene avviato ad un completo recupero, contribuendo in modo significativo allo smaltimento del rifiuto umido e il progressivo impoverimento di sostanze organiche nei suoli agricoli.

Che cosa è il compostaggio

Il compostaggio è un processo aerobico nel quale i residui organici sono trasformati in compost dai batteri già presenti naturalmente. Tramite questo processo viene formato un ottimo ammendante agricolo.

Per aumentare la qualità del compost, le fasi del compostaggio devono essere eseguite facendo attenzione alla temperatura, l’umidità e l’ossigenazione. Il controllo di questi parametri è fondamentale per l’attività microbica che consente la degradazione biologica della sostanza organica.

Il compost può essere reimpiegato nell’orto o giardino di casa e in agricoltura. Il suolo infatti, spesso troppo sfruttato e impoverito da colture intensive, ha sempre più bisogno di sostanze organiche per riacquistare l’equilibrio perduto.

Come avviene lo smaltimento

I rifiuti umidi vengono messi in dei contenitori appositi. Il Comune può decidere in che modo attuare la raccolta: porta a porta, oppure posizionare appositi cassonetti nelle strade comunali. In seguito, l’umido, viene trasportato nell’impianto di stoccaggio per un processo biologico che durerà almeno otto mesi.

Smaltimento del rifiuto umido. Gli scarti

Fanno parte del rifiuto umido: scarti di cucina, avanzi di cibo, alimenti avariati, gusci d’uovo, scarti di verdura e frutta, fondi di caffè, filtri di the, escrementi, lettiere di piccoli animali domestici, fiori recisi e piante domestiche, pane vecchio, salviette di carta unte.