Le donne italiane sono le più impegnate al mondo con i lavori di casa

Altro che semplice sensazione o vecchio luogo comune: ancora oggi, nel 2017, le donne italiane sono tra le più impegnate al mondo in attività extralavorative, come cura della casa e della famiglia. Colpa anche di una scarsa collaborazione da parte dei partner.

La ricerca dell'Ocse

A svelare questa realtà è una fonte decisamente autorevole e affidabile: è stata infatti l'Ocse, ovvero l'organizzazione internazione dei Paesi più sviluppati a livello globale, a mettere sotto osservazione la condivisione del lavoro in famiglia e le modalità di impegno di uomini e donne nei 35 Paesi membri. E il risultato che ne vien fuori evidenzia le difficoltà che ancora permangono in Italia.

Donne impegnate il triplo degli uomini

Le donne nostre connazionali, infatti, svolgono ancora oggi il triplo delle ore di lavoro “non pagato” rispetto a quanto facciano gli uomini, comprendendo in questo conteggio anche il tempo speso per le faccende domestiche, la cura della casa e le altre attività correlate. Per la precisione, le italiane totalizzano oltre cinque ore ogni giorno per questi motivi, il quarto dato più alto in assoluto in area Ocse, e questo sovraccarico provoca una penalizzazione nel mondo del lavoro, rendendole meno competitive rispetto ai colleghi di sesso maschile.

La situazione nei Paesi Ocse

Allargando il campo dell'osservazione, le donne lavorano più degli uomini in quasi tutto il mondo: la parità dei sessi è solo "sfiorata" nei Paesi più avanzati come gli Stati scandinavi, come Svezia e Norvegia, dove le signore sono impegnate per altre 3 ore oltre il lavoro stipendiato e gli uomini all'incirca due ore e mezzo. Dall'altra parte della classifica, invece, insieme all'Italia ci sono Messico, Turchia e Portogallo, ma la disparità appare ancora accentuata anche in zone dell'estremo Oriente come Giappone e Corea del Sud, dove gli uomini dedicano al lavoro non pagato appena 62 e 45 minuti ogni giorno.

L'analisi in dettaglio

Lo studio dell'Ocse spiega anche che il problema della disparità nelle ore di lavoro non pagato fra uomini e donne si accentua nelle aree nelle quali il tasso di occupazione femminile è più basso; tuttavia, anche quando le ore di lavoro svolto sono simili le faccende domestiche sono svolte in maggior parte dalla "lei" di casa. Nel nostro Paese, in media le signore, a prescindere dalla condizione di occupazione, sono impegnate sempre almeno in doppio della controparte maschile: nella fascia di età compresa fra i 25 e i 44 anni, in dettaglio, una lei che lavori anche più di 45 ore alla settimana aggiunge in genere almeno 4 ore al giorno di attività per la casa non pagate, che raddoppiano per una persona disoccupata.

I fattori su cui intervenire

Ovviamente, poi, l'eventuale presenza di figli piccoli è uno dei fattori che fa salire ancor di più il carico di lavoro non pagato, gravando sempre in maniera più intensa sulle spalle delle donne. Leggermente diversa la situazione, invece, quando la coppia ha un grado di istruzione elevato, contesto che è favorevole anche all'utilizzo di strumenti migliori e canali differenti per alleggerire la "pressione": è il caso del Web, che sta diventando sempre più un fattore positivo per le famiglie italiane, che possono accorciare i tempi sia della ricerca che dell'acquisto anche di materiali pratici come le scale in alluminio o utensili vari, oggi reperibili anche su portali specializzati come Giffi Market. Piccoli passi in avanti verso una concreta parità di genere (e riduzione della fatica in casa).

Festa di 18 anni, consigli utili!

Compiere 18 anni è da sempre un importante traguardo perché di fatto, con la maggiore età, si diventa agli occhi del mondo adulti. Considerando la rilevanza di questo evento, risulta importante celebrarlo nel migliore dei modi, magari organizzando una bella festa di 18 anni.

AncoraUn passo alla volta

Non confonderti, facciamo un passo alla volta. Iniziamo per prima cosa dal festeggiato senza cui non ci sarebbe festa. È chiaro che le esigenze cambiano se si tratta di un ragazzo o di una ragazza, se chi festeggia preferisce farlo in un locale o a casa.

L’ideale è affittare un locale, come ad esempio il Papillon Club, dove organizzare una festa di 18 anni a Roma indimenticabile, magari affidandovi ad un bravo dj per la scelta della musica migliore. Se l’idea non ti alletta puoi sempre pensare ad un gruppo musicale.

Se vuoi che i tuoi invitati vengano alla tua festa, non invitarli all’ultimo minuto ma fallo con anticipo in modo tale che possano organizzarsi per non mancare al grande giorno.

AncoraGli addobbi della location

Gli addobbi della location sono importanti, che siano ghirlande per una ragazza o classici striscioni per un lui, ultimamente vanno di moda le composizioni con i palloncini, da posizionare vicino al tavolo del buffet o all’ingresso del locale. Ad oggi numerosi negozi se ne occupano, quindi ti basterà scegliere la tua composizione preferita senza problemi.

Per quanto riguarda il cibo, trattandosi di ragazzi, vanno benissimo le torte salate, insalate di pasta o di riso e piatti freddi. Sono preferibili le grandi quantità, perché quando si organizza una festa capita spesso che un amico porti un altro amico, in questo modo potrai soddisfare tutti anche gli eventuali ritardatari.

Alterna bevande alcoliche a cocktail analcolici, conservando lo spumante per il brindisi dopo la torta che, inutile dirlo, dovrà essere particolare (magari con qualche richiamo alle tue passioni).

AncoraPer un effetto sorpresa…

Per un effetto sorpresa da mille e una notte, per festeggiare in pompa magna i 18 anni potresti prenotare, chiaramente per pochi amici intimi, un biglietto d’aereo per un week end in una capitale europea. Ti assicuriamo che in questo modo il tuo compleanno passerà alla storia come: compleanno memorabile!

Se i viaggi non fanno per te, c’è sempre l’affitto di un Tram o di un pulmino o ancora la classica e intramontabile festa a casa con gli amici di sempre, quelli che ci sono anche quando organizzi qualcosa di semplice solo per stare insieme.

Rituali funebri nel mondo

Nella cultura occidentale il rito funebre prevede nella maggior parte dei casi la sepoltura in appositi feretri e come destinazione finale il cimitero (luogo pensato e istituito da Napoleone per evitare contaminazioni e il diffondersi di epidemie). Altra pratica diffusa è la cremazione, accettata anche dalla Chiesa a determinate condizioni e raccomandata nei grandi centri urbani per andare incontro alle esigenze di spazio nei cimiteri. I dati sulla cremazione a Roma sono in crescita, per esempio, proprio per arginare il problema della mancanza di loculi. Ma nel resto del mondo e nelle altre culture quali sono i riti funebri per dare l’estremo saluto al caro estinto?

Quali sono i riti funebri più bizzarri nel mondo

Uno dei rituali più folkloristici e noti anche grazie al cinema è il funerale tradizionale degli afro-americani di New Orleans (Louisiana): un corteo funebre che accompagna il feretro con musica jazz tra il malinconico e il gioioso per poi finire con un’apoteosi di musiche e danze allegre e vivaci per commemorare la vita del defunto.

Meno note, ma altrettanto curiose sono i riti nelle Filippine dove ogni gruppo etnico ha la propria usanza: sull’isola di Luzon (provincia del Benguet), i defunti vengono bendati e posti all’ingresso principale della casa, mentre a Caviteño (Manila) i morti si seppelliscono all’interno di un grande albero cavo; ad Apayo si tumulano sotto la cucina e a Tinguian si vestono i morti con i loro abiti migliori, li si mette seduti su una sedia con una sigaretta in bocca, perché … la vita continua.

In Mongolia e Tibet si pratica un rituale antico di millenni: poiché gli abitanti sono per la maggior parte di religione buddista e credono nella trasmigrazione dell’anima, per far sì che il corpo – contenitore vuoto e privo di anima – torni alla terra viene smembrato e posto in cima ad una montagna alla mercé di avvoltoi e animali selvatici.

A Bali si pratica la cremazione “spettacolare”: la cremazione libera l’anima in modo tale che possa trasmigrare in un altro corpo, ma prima è bene realizzare sculture monumentali in bambù che ricordino il defunto per poi bruciare il tutto.

In Madagascar si pratica il famadihana o “rotazione delle ossa”: ogni 5 o 7 anni la famiglia del defunto si reca in corteo presso il luogo di sepoltura per esumare il corpo – solitamente avvolto in un panno – cospargerlo di profumi e vino. Una banda suona musiche tribali e i familiari ballano con il corpo esumato prima di tumularlo nuovamente. In questo modo si ritiene di ricevere la benedizione da parte del defunto.

Gli aborigeni nel nord del’Australia praticano rituali lunghi e sofisticati: la cerimonia inizia con il creare molto fumo nella stanza della persona defunta affinché il suo spirito abbandoni la casa per sempre, i familiari e chiunque partecipa al rito ci trucca il viso e il corpo come una maschera, si danza e si consuma cibo, infine si colloca il corpo in cima ad una piattaforma, lo si ricopre di foglie e lo si lascia lì fino a totale decomposizione.

Spettacolari e fantasiose, infine, le bare costruite dai maestri falegnami del Ghana, dove – già in vita – molti amano ordinare la propria bara che deve rispecchiare in qualche modo il proprio lavoro o il proprio carattere, così si trovano bare a forma di Mercedes per uomini d’affari, a forma di razzo per un amante dell’astronomia, a forma di pesce per un pescatore o a forma di libro per chi ama leggere tanto. È proprio il caso di dire … paese che vai usanza che trovi.

Le più folli diete per dimagrire

 

Di diete strane ne esistono tante, molte sono delle vere e proprie mode, la maggior parte delle quali adatte a brevi periodi e altre decisamente passeggere. Se non ci sono arrivate attraverso con il passaparola, spulciando qua e là ne abbiamo trovate delle belle e per alcune vale la pena di provare per altre invece sarebbe un azzardo.

Ma se la voglia di dimagrire è tanta e si vuole provare tanto per non lasciare nulla di intentato, ecco una selezione delle diete più strane e assurde.

 

  • La dieta detox con i succhi. Stando ad alcuni programmi questa dieta prevede l’ingerimento di soli liquidi, succhi di frutta e verdura da bere sei volte al giorno. Ingerendo solo liquidi risultati da frullati di frutta e verdura le calorie ingerite sono ridotte al minimo e questo si traduce in perdita di peso. Secondo gli esperti il dimagrimento che ne consegue alla perdita dell’acqua dei muscoli e non del grasso.

  • La dieta del bambino. Il programma prevede il consumo di 16 barattoli al giorno di cibo per bambini sostituiti ai normali pasti. Ne consegue un decifit calorico che si traduce in perdita di peso. Certo, il cibo per bambini non è pericoloso, ma per perdere peso non necessariamente dobbiamo ridurci a mangiare pappette.

  • La dieta visiva. Sembra una leggenda metropolitana: mangiare di tutto inforcando un paio di occhiali con le lenti azzurre. Filtrate da queste lenti i cibi dovrebbero sembrare meno appetitosi.

  • La dieta delle otto ore. Il programma consente di mangiare solo in una finestra temporale di otto ore. Questo espediente dovrebbe aiutare ad aumentare il metabolismo e così allontanare la possibilità di aumentare di peso.

  • La dieta del dolcetto a colazione. Come la precedente, non è una dieta così estrema e assurda, ma strana sì. Il programma consiglia di fare una colazione ricca con proteine e carboidrati, ma anche un piccolo dessert che dovrebbe distoglierci dalla voglia di dolce durante la giornata.

  • La dieta della Bibbia. Questa dieta dura 40 giorni come quelli trascorsi da Gesù nel deserto, durante questo periodo è concesso di mangiare frutta biologica, verdura, cereali, pesci e carne a colazione fatta solo 12 ore dopo l’alba e a cena consumata presto.

  • La dieta del cavolo. Dura 7 giorni durante i quali si può mangiare solo zuppa di cavolo, che ha un basso valore calorico, e piccole quantità di frutta e verdure a foglie verdi. La perdita di chili è dovuta principalmente al fatto che così facendo si mangia decisamente di meno.

Attenzione, però, non tutte sono formulate da dietologi, dietisti e nutrizionisti, molte di queste sono montate ad hoc da coloro che vengono considerati dei truffatori dell’alimentazione. Per chi è davvero intenzionato a perdere peso e a non riaccumulare più chili in eccesso è consigliabile rivolgersi a professionisti, cliniche o appositi centri, come il centro dimagrimento a Roma.

 

Quali caratteristiche per un hotel senza barriere

Quando si deve organizzare una gita fuori porta o nelle capitali per un gruppo di persone oppure si cerca un hotel per gruppi a Roma, in genere, è sempre consigliabile ricercare un hotel che possa considerarsi privo di barriere architettoniche. Quest’ultime non devono essere relative solamente alla camera da letto, ma all’intera struttura affinché l’accoglienza dei futuri ospiti possa essere tradotta al meglio.

Un hotel per gruppi deve avere una serie di requisiti specifici:

  • Parcheggi e garage adeguati. Anche se in un viaggio organizzato con molta probabilità si arriverà in pullman, l’albergo dovrebbe avere posti auto vicini all’entrata principale dell’albergo riservati a persone con ridotta mobilità; questi di solito sono coperti, asfaltati e più ampi dei soliti stalli. Lo stesso vale nel caso di garage sotterranei, dove i parcheggi per disabili si dovrebbero trovare vicino all’ascensore o ad altri mezzi di sollevamento.

  • Rampe. Queste dovrebbero essere larghe almeno 90 centimetri con una pendenza minima del 5 per cento e, se sono più lunghe di 10 metri, devono avere un apposito piano di riposo.

  • Ingresso. Nelle strutture attente al confort di tutti gli ospiti, l’ingresso è posto sullo stesso livello del percorso esterno o mette a disposizione un’apposita rampa per superare i gradini. La porta d’accesso è larga 90 centimetri e dovrebbe essere possibile aprirla con facilità, senza grossi sforzi. Se ci sono timer di apertura e chiusura, questi vanno calibrati in modo tale che rendano possibile il passaggio anche di una persona sulla sedia a rotelle.

  • Reception. Evitare tappeti e moquette per facilitare il passaggio. Far si che una parte del bancone della reception sia di un’altezza tale che ci consenta di interagire agevolmente con un disabile sulla sedia a rotelle.

  • Corridoi. Devono essere spaziosi per consentire ogni tipo di manovra, compresa l’inversione di marcia. Vanno evitate colonne e mobili addossati alle pareti per agevolare il percorso di ipovedenti e non vedenti. Se si appendono cartelli informativi è bene che questi siano ben leggibili.

  • Scale e ascensori. Consigliabile apporre un corrimano tutti e due i lati all’altezza di un metro circa, per fa sì che oltre ad anziani e ipovedenti possa essere utilizzato anche dai bambini. Gli ascensori, invece, devono avere una cabina di almeno 140 centimetri di profondità e 110 centimetri di larghezza. La bottoniera interna ed esterna deve essere illuminante e percettibile al tatto, l’arrivo di ogni piano deve essere segnalato anche acusticamente.

Queste accortezze vanno ad aggiungersi alle caratteristiche indispensabili per delle camere senza barriere architettoniche. Le camere in genere si trovato al piano terra o ai piani superiori ma vicino all’ascensore e sono tra le più ampie e spaziose a disposizione dell’hotel; la porta è o scorrevole o apribile verso l’esterno, gli interruttori sono posti al di sotto dei 140 centimetri d’altezza. I bagni, con porta scorrevole o che si apre verso l’esterno, sono arredati con sanitari facili da avvicinare frontalmente o lateralmente da una persona sulla sedia a rotelle, ci sono maniglioni di sicurezza e il box doccia ha un’apertura maggiore di 70 centimetri. E’ consigliabile, infine, installare un campanello d’allarme.

Quando serve apparire più giovane

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Sei stata invitata a una festa 18 anni a Roma e una delle tue preoccupazioni maggiori è: “cavoli, ma sto davvero invecchiando! Mi chiameranno tutti signora!

Partiamo dal presupposto che, se hai l’abitudine di seguire un’ottima skin care routine quotidiana, non dovresti avere di questi problemi. Infatti, questa è una sanissima abitudine, soprattutto per le pelli più mature che hanno bisogno di una maggiore idratazione e di attenzioni.

 

Quindi, partiamo già avvantaggiate. Ma, skin care routine a parte, esistono altri accorgimenti da adottare per sembrare più giovani. Innanzitutto, dopo aver lavato il viso sarebbe bene non strofinare troppo la pelle con l’asciugamano ma preferire invece tamponarlo con un morbido panno in microfibra per prevenire l’invecchiamento e l’irritazione della pelle.

Un alleato contro l’invecchiamento cutaneo e la formazione delle rughe è, poi, il sonno. È importante infatti cercare di dormire almeno 8 ore per notte: un’ottima e sana dormita consente alla pelle di rigenerarsi e di evitare le tipiche borse sotto gli occhi, occhiaie o gonfiori. Non solo, anche la posizione è importante perché per prevenire le rughe sarebbe buona abitudine dormire a pancia in su, in modo tale da non appoggiare direttamente la pelle del viso sul cuscino per evitare di tenerla troppo premuta contro il cuscino.

 

Struccarsi ogni sera prima di andare a dormire è di fondamentale importanza perché dormire o, anche, fare attività sportiva con il trucco addosso è davvero deleterio per la nostra pelle e provoca un precoce invecchiamento cutaneo; così come l’utilizzo di una crema con un fattore di protezione 15, può aiutarci a evitare la formazione di rughe e altri segni del tempo.

E, buone notizie! Anche il cibo può aiutarci nell’impresa. Le carote, ad esempio, sono ricche di carotenoidi, dei protettori naturali della pelle contro lo stress, i radicali liberi e gli agenti atmosferici esterni, prevenendo quindi le rughe. Da affiancare all’alimentazione è anche l’attività fisica che, se svolta almeno tre volte a settimana, ci aiuta a prevenire l’invecchiamento e a mantenere la nostra pelle più tonica, soda e compatta, quindi più giovane.

 

Sarebbe anche opportuno evitare di fumare, in quanto il fumo è uno dei peggiori nemici della nostra salute e della nostra pelle perché rende le labbra molto sottili, rende la pelle spenta e rugosa, disidratandola.

Infine, una corretta idratazione, oltre a mantenere sano il nostro organismo, mantiene la nostra pelle più giovane e bella più a lungo.

 

Mobilità  slow, piste ciclabili e cargobike in Danimarca

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Si va diffondendo più che mai la concezione di mobilità lenta, dolce o sostenibile che dir si voglia. Questa espressione rispecchia il concetto di uno spostamento alternativo all’auto che riesce a ridurre l’impatto ambientale, sociale ed economico; ciò si traduce in minor inquinamento atmosferico, minor inquinamento acustico, minor traffico e, secondo una considerazione più ampia, anche minore consumo di territorio per l’infrastrutturazione viaria.

 

Sempre più città, piccole o grandi che siano, sono interessate a guardare verso questa forma di mobilità tanto da riprendere in mano i Piano del Traffico e della Mobilità e rivoluzionarli secondo le nuove esigenze. Questo, spesso, non si ferma sono all’interno dei confini cittadini, ma vengono studiati dei veri e propri progetti intercomunali che collegano attraverso piste ciclabili dedicate o percorsi ad hoc un intero comprensorio, un’area, una zona o una valle.

 

Se in Italia la vita slow sta prendendo piede in questi anni, nel Nord Europa usare la bicicletta è una consuetudine. Moltissime persone la usano per andare al lavoro, per fare le commissioni, per spostarsi semplicemente da un capo all’altro del quartiere o della città percorrendo vere e proprie corsie preferenziali dedicate proprio alla bici. La Danimarca può considerarsi l’apripista del movimento lento, dove esistono tantissime piste ciclabili unite in un’unica e articolata rete, da percorrere per andare a scuola o al lavoro, tanto da poter parlare di “bicistrade”. Così vengono chiamate quelle strade riservate alla mobilità lenta tanto da prevedere una pavimentazione ad hoc, pit stop e pochissimi incroci.

 

Da Copenaghen, poi, il vademecum per il perfetto ciclista: gentilezza, tenere la destra, segnalare gli spostamenti, fare attenzione ai sorpassi e non eccedere con il campanello. Non tutti sanno, inoltre, che è danese l’invenzione delle cargobike, ovvero tricicli con un grande cestone da rimorchio anteriore per trasportare bambini, animali o pacchi della spesa. Questa invenzione nasce nel 1984 a Christiania, ecco perché il marchio di Christiania Bikes, la città libera fondata nel 1971 poco distante dal centro di Copenaghen. All’interno del villaggio di comunità è possibile visitare l’atelier dei fondatori, Lars e Annie, mentre il luogo di produzione è stato spostato sull’isola di Bornholm nel Baltico.

 

Molti sono gli italiani che scelgono di testare, con zaino in spalla, la mobilità lenta danese, tanto che sono stati studiati veri e propri percorsi a tappe per gli appassionati. Quindi, scegliamo un adeguato abbigliamento da mountain bike, segniamo le tappe principali da compiere e i punti di interesse da visitare, carichiamo gli zaini e prendiamoci tutto il tempo che serve per la nostra vacanza slow.

 

Giocare al computer: quali accessori scegliere?

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Chi ama dilettarsi con i videogiochi al computer sa bene che spesso la qualità dell’esperienza di gioco non dipende solo dai titoli scelti, ma anche e soprattutto dagli accessori che ha a disposizione, e che permettono di amplificare il piacere e le sensazioni provate. Sono molti, in effetti, i dispositivi tecnologici che garantiscono un effetto del genere: anche dei semplici mouse si rivelano importanti da questo punto di vista. Queste periferiche, infatti, possono essere personalizzate in base ai propri gusti e alle proprie necessità, arrivando a contenere più di dieci tasti, ognuno dei quali può essere programmato. Chiaramente, soluzioni del genere sono indicate per coloro che utilizzano gli MMO e, in generale, titoli basati su un’interfaccia relativamente complessa.

Anche le tastiere da gaming sono molto apprezzate dagli amanti dei videogiochi al computer: tra le altre peculiarità che le caratterizzano si segnala la retroilluminazione indipendente di tutti i tasti, ma anche la tecnologia anti ghosting in virtù della quale si ha la possibilità di premere tutti i tasti virtualmente nello stesso momento. Insomma, ogni tastiera è un accessorio concepito e progettato per fare sì che giocare non sia un’attività come un’altra, ma un’esperienza in tutto e per tutto unica e irripetibile.

E, dal momento che il gioco non coinvolge solo la vista, ma anche l’udito, è indispensabile poter contare su dispositivi che offrano una qualità audio ottimale: è il caso delle soundbar, che a dispetto delle loro dimensioni contenute sono in grado di sprigionare brani musicali, colonne sonore, effetti e rumori a tutto volume (a patto, ovviamente, di non disturbare i vicini di casa). Sul mercato si possono trovare tante proposte di questo tipo, tutte orientate a migliorare e a rendere gradevoli le sessioni di gioco; e, tra l’altro, tali device possono anche essere connessi a un tablet o a uno smartphone per ascoltare la musica sfruttando la tecnologia Bluetooth. Un plus che non guasta mai, visto che ogni tanto anche i giocatori più incalliti potrebbero aver bisogno di un momento di stop.

 

Le linee esotiche dello yacht M/Y Asya

Asya
Foto: heesenyachts.com

 

Marmo, rovere ed ebano: non c’è niente da fare, nelle stanze dello yacht M/Y Asya dei cantieri Heesen Yachts, ci si può davvero scordare di essere su una nave. Bagni da urlo, ambienti minimalisti ed eleganti, arredi ricercati e dal fascinoso tocco orientaleggiante… solo aprendo gli ampi armadi e scorgendo l’indispensabile abbigliamento da nautica ci si rende conto di non essere nella suite di un hotel a 5 stelle, ma in mezzo al mare.

Gli esterni della nuova versione del superyacht della società olandese sono stati ridefiniti da Frank Laupman, di Omega Architects. Per dare un respiro più contemporaneo alla già superba imbarcazione da 47 metri, le linee tradizionali di classica eleganza sono state ritoccate con un maggiore dinamismo, e il tender è stato posizionato in una struttura totalmente chiusa, così da ridisegnare la sezione frontale dello yacht. Per conferire maggior carattere all’esterno, poi, Laupman ha optato per delle cornici nere intorno alle grandi finestre, così da esaltarne la trasparenza.

Gli interni di questo lussuosissimo superyacht sono stati anch’essi rivoluzionati: artefici del cambiamento sono stati gli architetti di Bannenberg & Rowell Design, in collaborazione con Dornbracht: la loro collaborazione con i cantieri Heesen Yachts, del resto, è già arrivata al quarto yacht prodotto in simbiosi (prima di M/Y Asya erano infatti venuti My Secret, My Sky e Lady Petra). I risultati di questo consolidato rapporto si vedono e si toccano.

Ispirato all’estetica di Tadao Ando e di Frank Lloyd Wright, il design degli interni gioca sul lieve contrasto tra i colori neutri e i toni caldi. Nei bagni l’alternanza è tra le striature del marmo, la vernice delle finiture e i toni accesi del rovere e soprattutto dell’ebano Macassar. A rapire lo sguardo, in questi ambienti, sono soprattutto le rubinetterie Dornbracth: lungi dal rifornire solamente gli hotel più sontuosi del pianeta, infatti, questo brand è ormai un partner indissolubile di molti armatori. E guardando nei bagni dello yacht M/Y Asya, si capisce il perché: l’estetica minimalista e discreta della rubinetteria riesce ad esaltare l’architettura degli spazi interni, vero orgoglio dei designer.

L’ampio utilizzo del rovere grigio oliato, della seta e del bronzo rendono palese il richiamo dei designer all’atmosfera esotica dell’Oriente, arricchita da colori usati con oculatezza ma allo stesso tempo con grande carattere: nel salone principale, per esempio, le sfaccettature violacee degli elementi orizzontali e verticali si incontrano con dettagli arancioni e verdi. Solo arrivando sul ponte – dove campeggia in tutto il suo splendore un tavolo in ebano da dodici commensali – ci si rende conto di essere su una nave: se all’interno ce lo ricorda l’abbigliamento nautico riposto nei sofisticati armadi, all’esterno ci pensa una vista fantastica del mare intorno a noi.

 

Articolo scritto in collaborazione con SailorMarket

 

L’orto idroponico

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Le piante piacciono a molti, ed il giardinaggio è sicuramente uno dei sistemi migliori per rilassarsi. E’ un hobby che tende alla filosofia, in questo senso ne sanno molto i giapponesi con il loro giardino zen, dove vi è sempre una cascata, perché lo scorrere dell’acqua è rinnovamento e vita, e il rastrellino per la sabbia, per ristabilire l’equilibrio della mente.

Il problema per questo tipo di hobby di solito è la mancanza di spazio, non tutti infatti disponiamo di un giardino dove poter piantare le nostre piante. Questo però potrebbe non essere un problema: per ovviare a questo problema esiste un metodo molto in voga negli ultimi tempi, ossia l’orto idroponico.

Questo tipo di orto è innovativo perché non necessita di terreno: è infatti chiamato anche giardino indoor.

Come si compie questa magia? Con delle bacinelle piene di acqua! Il procedimento è semplice; riempite delle vostre bacinelle di acqua fredda, e mettete dentro un concentrato, che trovate nei negozi di giardinaggio, che mette insieme azoto, magnesio, potassio e altri piccoli elementi necessari per la crescita delle piante e il loro sviluppo. Poi prendere le piante, ad esempio il sedano, il cavolo nero o altre piante a foglie verdi, quelle più predisposte naturalmente alla crescita in inverno. Immergetele in acqua per circa due ore al mattino e due al pomeriggio. Poi rimettetele nei vasi con argilla e terra, un potente aggregante. Ricordatevi di pulire sempre le radici delle vostre piante con dell’acqua fresca.  Posizionate le vostre piante, dopo il do ere più in basso dei 16 o 17 gradi. Fate attenzione a che non ci siano spifferi d’aria, perché questo potrebbe compromette l’assunzione di nutrienti.

L’arte del giardinaggio ha davvero contagiato moltissimi campi. Ad esempio, una nuova tendenza nel campo della nail art è quella di mettere delle piccolissime piante grasse sulle unghia e di lasciarle crescere un pochino.  Otterrete un look davvero scioccante e senza dubbio lascerete tutti a bocca aperta. Solo, assicuratevi di non avere un lavoro manuale, altrimenti rischia di diventare complicato.. Un altro settore  in cui la parte green ha preso campo è quella delle onoranze funebri. Sono in molti coloro che decidono, dopo la cremazione a roma per esempio (città in cui le richieste per questa pratica sono in netto rialzo)  di inserire le proprie ceneri in una speciale urna che, piantata nel terreno, dà vita ad un albero. E’ un bel modo di contribuire alla vita anche dopo la morte, soprattutto se credete in un certo modo nella resurrezione…sotto diversa forma.