Deejay On Stage: la musica a Riccione è protagonista

Deejay On Stage: la musica a Riccione è protagonista

Ad Agosto un mare di musica invaderà la Riviera Romagnola, grazie ad un grande evento che, anche quest’anno, legherà il mondo della radio alle spiagge più frequentate d’Italia.

Si tratta di DeeJay On Stage a Riccione, in programma dal 4 al 22 Agosto. È un’occasione di divertimento per tutti ma anche un’opportunità imperdibile dedicata a cantanti o band, che potranno esibirsi dal vivo sul palco di piazzale Roma.

Sei appassionato di musica e grandi eventi? Ascolti sempre Radio DeeJay, la tua emittente preferita, e vorresti incontrarne i protagonisti? Sei un cantante oppure sei il componente di una band e vorresti farti conoscere al grande pubblico? Iscriviti subito al contest musicale DeeJay On Stage. Gli hotel Riccione sono pronti ad accogliere i partecipanti all’evento con offerte dedicate.

Il contest musicale DeeJay On Stage

Gli artisti più talentuosi potranno esibirsi con le proprie performance su uno dei palchi più prestigiosi dell’estate italiana. DeeJay On Stage occuperà infatti, piazzale Roma, a Riccione, per ospitare le esibizioni di cantanti e band emergenti. Una giuria selezionata si occuperà di valutare le performance e decretare il più bravo di ogni serata, che accederà in seguito alla grande finale.

Chi risulterà essere il migliore di tutti potrà ascoltare il proprio brano sulle frequenze di Radio Deejay, in rotazione per un mese.

Tutte le serate saranno condotte da Rudy Zerbi, mentre la redazione di Deejay.it seguirà da vicino l’avventura di tutti i partecipanti. I vincitori dello scorso anno, Elisabetta Gagliardi feat. Nicola Bruno con il brano “Una volta sola” hanno anche vinto il Festival di Musica Italiana a New York.

Un’opportunità da non lasciarsi scappare, insieme con quella di trascorrere una vacanza al mare in una delle località più rinomate della Riviera Romagnola. Gli hotel Riccione ti aspettano, prenota uno dei tanti alberghi di Riccione che duranta la stagione mettono a disposizione offerte tutto compreso con la spiaggia in all inclusive, soluzione ideale per una vacanza di relax e divertimento in romagna.
In base alle vostre esigenze potrete scegliere l'hotel più adeguato secondo la classificazione che vi interessa e i servizi che renderanno speciale il vostro soggiorno a Riccione.
Hotel per famiglie, hotel per gruppi con possibilità di camer comunicanti o multiple per il giusto comfort durante la vostra vacanza.
Con Deejay On Stage il divertimento sarà assicurato con la possibilità di assistere gratuitamente ai concerti dell'estate 2017 dei maggiori interpreti delle hits della vostra radio preferita. non devi fare altro che prenotare un hotel a Riccione che sia accogliente e confortevole, e che risponda possibilmente a tutte le tue esigenze di turista con tanta voglia di un po' di divertimento e di tanto relax. Qualunque hotel Riccione che sceglierai sarà in grado di offrirti: mare, sole e tanto divertimento non aspettano altri che te! Nel nostro portale troverai tutte le informazioni di cui necessiti per prenotare un hotel a Riccione. Per fare in modo che tu non perda altro tempo, abbiamo infatti selezionato le migliori strutture alberghiere della Riviera Adriatica che trovi a questo link www.ilportaledellevacanze.it

Le donne italiane sono le più impegnate al mondo con i lavori di casa

Altro che semplice sensazione o vecchio luogo comune: ancora oggi, nel 2017, le donne italiane sono tra le più impegnate al mondo in attività extralavorative, come cura della casa e della famiglia. Colpa anche di una scarsa collaborazione da parte dei partner.

La ricerca dell'Ocse

A svelare questa realtà è una fonte decisamente autorevole e affidabile: è stata infatti l'Ocse, ovvero l'organizzazione internazione dei Paesi più sviluppati a livello globale, a mettere sotto osservazione la condivisione del lavoro in famiglia e le modalità di impegno di uomini e donne nei 35 Paesi membri. E il risultato che ne vien fuori evidenzia le difficoltà che ancora permangono in Italia.

Donne impegnate il triplo degli uomini

Le donne nostre connazionali, infatti, svolgono ancora oggi il triplo delle ore di lavoro “non pagato” rispetto a quanto facciano gli uomini, comprendendo in questo conteggio anche il tempo speso per le faccende domestiche, la cura della casa e le altre attività correlate. Per la precisione, le italiane totalizzano oltre cinque ore ogni giorno per questi motivi, il quarto dato più alto in assoluto in area Ocse, e questo sovraccarico provoca una penalizzazione nel mondo del lavoro, rendendole meno competitive rispetto ai colleghi di sesso maschile.

La situazione nei Paesi Ocse

Allargando il campo dell'osservazione, le donne lavorano più degli uomini in quasi tutto il mondo: la parità dei sessi è solo "sfiorata" nei Paesi più avanzati come gli Stati scandinavi, come Svezia e Norvegia, dove le signore sono impegnate per altre 3 ore oltre il lavoro stipendiato e gli uomini all'incirca due ore e mezzo. Dall'altra parte della classifica, invece, insieme all'Italia ci sono Messico, Turchia e Portogallo, ma la disparità appare ancora accentuata anche in zone dell'estremo Oriente come Giappone e Corea del Sud, dove gli uomini dedicano al lavoro non pagato appena 62 e 45 minuti ogni giorno.

L'analisi in dettaglio

Lo studio dell'Ocse spiega anche che il problema della disparità nelle ore di lavoro non pagato fra uomini e donne si accentua nelle aree nelle quali il tasso di occupazione femminile è più basso; tuttavia, anche quando le ore di lavoro svolto sono simili le faccende domestiche sono svolte in maggior parte dalla "lei" di casa. Nel nostro Paese, in media le signore, a prescindere dalla condizione di occupazione, sono impegnate sempre almeno in doppio della controparte maschile: nella fascia di età compresa fra i 25 e i 44 anni, in dettaglio, una lei che lavori anche più di 45 ore alla settimana aggiunge in genere almeno 4 ore al giorno di attività per la casa non pagate, che raddoppiano per una persona disoccupata.

I fattori su cui intervenire

Ovviamente, poi, l'eventuale presenza di figli piccoli è uno dei fattori che fa salire ancor di più il carico di lavoro non pagato, gravando sempre in maniera più intensa sulle spalle delle donne. Leggermente diversa la situazione, invece, quando la coppia ha un grado di istruzione elevato, contesto che è favorevole anche all'utilizzo di strumenti migliori e canali differenti per alleggerire la "pressione": è il caso del Web, che sta diventando sempre più un fattore positivo per le famiglie italiane, che possono accorciare i tempi sia della ricerca che dell'acquisto anche di materiali pratici come le scale in alluminio o utensili vari, oggi reperibili anche su portali specializzati come Giffi Market. Piccoli passi in avanti verso una concreta parità di genere (e riduzione della fatica in casa).

Musica, quali i compositori più famosi del ‘700

Alcuni sono entrati nella storia della musica, grazie al loro genio ed alle opere splendide e rivoluzionarie create, che ancora adesso vengono suonate in diverse occasioni, suscitando emozioni. Tuttavia, se per musicisti e compositori, al giorno d'oggi, non è complicato mostrare le proprie capacità, grazie alla TV, alla radio e ai tanti eventi o locali dove poterle esprimere, dalle discoteche cittadine della Capitale, tra le quali il Room 26 a Roma, fino ai disco-pub dei paesini, nei secoli passati era invece davvero arduo raggiungere la notorietà necessaria per essere visti o ascoltati da un vasto pubblico. Nonostante ciò, i grandi compositori sono riusciti a farsi conoscere e a donare al mondo della musica immortale, influenzando e cambiando l'arte del proprio secolo: dal '600 al '900. Tra questi, il '700, oltre ad essere stato il secolo delle rivoluzioni, ha visto la nascita di geni musicali straordinari, andiamo a scoprire quali.

 

Franz J. Haydn

Compositore austriaco, nato nel 1732, è considerato tra coloro che contribuirono alla grandezza della sinfonia, diventando uno dei punti di riferimento del suo secolo. La sua caratteristica principale era quella di partire da motivi semplici e brevi per poi ampliarli fino ad arrivare a composizioni ampie e complesse, che poi costituirono la base per l'evoluzione di sonata e quartetto.  

 

Wolfgand A. Mozart

Anch'egli austriaco, nato nel 1756, considerato universalmente un genio musicale, sin dall'infanzia mostrò le sue capacità straordinarie. Nel corso della sua breve vita compose tantissimo e per ogni tipo di musica: da quella sacra a quella sinfonica, passando per diverse opere. Riuscì, primo fra i grandi compositori, a lavorare come "libero professionista". Caratteristica della sua musica era la delicatezza e la grazia, che spesso poi si trasformavano in potenza espressiva, il tutto all'interno di una composizione armonicamente equilibrata.

 

Ludwig V. Beethoven

Pianista e compositore tedesco, nato nel 1770, è celebre per le sue opere musicali dal carattere fortemente espressivo e capaci di suscitare emozioni. Pur restando all'interno della tradizione del "classicismo", egli rivoluzionò l'arte compositiva con uno stile che ebbe influenza sulla musica di tipo romantico, facendolo diventare una sorta di ponte tra il classicismo ed appunto il romanticismo. Il musicista tedesco scrisse diverse opere di vari generi musicali ed il suo stile evidenzia l'uso di motivi molto ritmici, che si modificano e moltiplicano nel corso della stessa composizione.

 

Gioacchino Rossini

Nato a Pesaro nel 1792, musicista e compositore che si cimentò in diversi generi, tuttavia divenne uno dei punti di riferimento più importanti dell'Opera e del melodramma, di cui influenzò lo stile anche in epoca successiva. Le sue opere, create durante una assai breve vita artistica, sono caratterizzate da una frenesia e brillantezza ritmica, che si abbinano a originali invenzioni melodiche e ad una attenta cura per l'orchestrazione.

Pinko: una collezione all’insegna del retrò

La collezione autunno inverno 2016-17 targata Pinko, di cui l’attrice americana Kate Bosworth sarà la nuova brand ambassador, si caratterizza per le numerose proposte dal sapore retrò. I riferimenti alla moda dei decenni settanta, ottanta e novanta, infatti, sono molti, ma, naturalmente, essi sono stati reinterpretati dai designer Pinko in chiave moderna e glamour. Non mancano poi i contrasti cromatici e l’utilizzo sapiente di una vasta gamma di tessuti. Scopriamo nel dettaglio quali sono i capi più iconici e fashion della collezione.

La collezione messa a punto da Pinko per l’autunno inverno 2016-17 si contraddistingue per i capi esclusivi che ben si adattano a utilizzatrici grintose e in grado di aprirsi sempre a nuovi stili. Essa, infatti, strizzando l’occhio al passato, ma sempre attenta alle ultime tendenze, ha proposto capi dalle forme fluide e cangianti, abbinate a nuance e fantasie dal gusto minimal ed essenziale. Si tratta, in altri termini, di una sorta di miscela ben riuscita tra lo stile rock-chic, le suggestioni dandy e la moda street.

Gli Abiti Pinko della collezione autunno inverno 2016-17

Gli abiti Pinko possono essere utilizzati per qualsiasi occasione: sarà sufficiente variare gli accessori per ottenere uno stile totalmente diverso. Basti pensare a quanto possa mutare un classico tubino nero se indossato con le scarpe décolletés con tacco, con un paio di stivali o con le ballerine. Tra le proposte più interessanti della collezione segnaliamo il dress in pizzo rebrodé con fasce bicolori sui fianchi: un vero e proprio must have dello stile sporty-chic. Molto belli e glamour anche gli abiti lunghi; si pensi, ad esempio, all’abito nero con le spalline di catene in argento, che può essere utilizzato sia come vestito da cerimonia che per una serata speciale con il partner. Molto pop e assai romantici, invece, i dress monospalla impreziositi con le paillettes, gli abiti lunghi fino al ginocchio e realizzati in macramè tecnico e i più romantici modelli svasati con arricciature e colletti in perfetto stile bon ton.

Le gonne della collezione autunno inverno 2016-17

La gonna svasata Pinko, sia mini che al ginocchio, consente di realizzare outfit romantici e ultra-chic. Trattandosi di un must have di stagione è stata realizzata in vari modelli: appena ondulata o pieghettata, in tweed o in pelle, mono-tinta o con fantasie essential. Essa può essere indossata sia con una scarpa décolleté che con le comode sneaker: ovviamente dipende dall’occasione! Da non perdere poi le sensuali ed eleganti longuette in tessuto stretch e con spacco.

I pantaloni della collezione autunno inverno 2016-17

Per quanto riguarda i pantaloni, invece, troviamo un vasto assortimento di modelli: quelli a zampa ispirati ai mitici seventies e impreziositi da dettagli esclusivi ed eleganti (come, ad esempio, i bottoni dorati); i più moderni skinny che esaltano le forme e che rendono sensuale e raffinato anche il look più casual; i classici pantapalazzo, che sono ritornati di gran moda e che stanno bene praticamente con tutto. 

Amianto a Roma: quali le zone e le strutture più esposte

Molto comune in natura, l'amianto (definito anche asbesto) è un minerale che, per le sue caratteristiche, è stato utilizzato ampiamente fino agli anni '80 sia per il rivestimento di edifici e mezzi, quali navi, aerei e treni, e sia per la realizzazione (sotto forma di composto, noto anche come Eternit) di tegole, vernici e pavimentazioni, oltre che usato per tanti altri materiali. In seguito, la scoperta che le sue polveri sono nocive per la salute umana ne ha portato al bando in diversi Paesi europei, Italia compresa. Nonostante siano passati diversi anni dal divieto di utilizzo nel nostro Paese, tante sono le città e le strutture dove è ancora presente, tra cui la Capitale. Di conseguenza, esso è divenuto uno dei problemi più urgenti e importanti da risolvere per la sicurezza sul lavoro a Roma e in tante altre località italiane. Nella Capitale in particolare, sono diverse le aree e le strutture, anche pubbliche, che presentano o hanno presentato evidenti tracce di questo minerale e delle sue micidiali polveri.

 

Un esempio eclatante è stato il Velodromo dell'Eur, costruito in occasione delle Olimpiadi del 1960, che è stato demolito nel 2008. Questa operazione ha permesso di scoprire la presenza di amianto, rimasto tuttavia nei resti dell'impianto presenti nell'area. Un'altra struttura dove è possibile rinvenire questo pericoloso minerale è l'aeroporto di Fiumicino, a causa della dispersione delle polveri avvenute nei decenni scorsi per colpa di vecchi aerei, in cui si utilizzava ancora l'amianto. A rischio sono stati anche alcuni studi della Rai, tra cui quelli di via Mazzini e del Centro Nomentano, dove nei sottotetti si trovavano tracce di questa sostanza nociva. Nel quartiere Bravetta, invece, queste sono state trovate anche all'interno della caserma della Guardia di Finanza, luogo in cui hanno lavorato per anni centinaia di finanzieri.

 

Purtroppo questo materiale nocivo è stato abbandonato anche in alcuni parchi della Capitale, utilizzati in passato come discariche anche di sostanze tossiche, come ad esempio la riserva naturale della Marcigliana oppure il parco di Centocelle. Tuttavia, i problemi maggiori risultano nelle centinaia di abitazioni cittadine, in cui si trovano vecchi muri, condutture e tetti realizzati nei decenni passati, quando ancora non si conosceva la pericolosità dell'amianto e delle sue particelle. Un piano per l'individuazione e bonifica delle strutture a rischio esiste ed è il Piano Nazionale Amianto ideato dal governo Monti, tuttavia non è ancora attuabile a causa della mancanza di copertura finanziaria al progetto. In attesa dei fondi necessari e della sua attuazione, ogni anno in Italia si contano migliaia di morti dovuti alle patologie direttamente o indirettamente collegate all'amianto ed alle sue polveri, che vengono respirate.      

  

Giubileo e turismo: i perchè del non successo

 

C'era una volta una Ferrari del turismo, un must infallibile che puntualmente faceva decollare l'economia di Roma non solo per quanto riguarda il settore ricettivo, ma anche per tutto quell'indotto e tessuto economico che inevitabilmente andava ad alimentare. Signori e signore stiamo parlando del Giubileo, evento sacro per la Chiesa Cattolica che si celebra ogni venticinque anni nella città eterna. Un evento che, così come successo per quello del 2000, capace di mobilitare e far giungere nella capitale milioni e milioni di fedeli da tutte le parti del mondo, che per un anno intero fanno pellegrinaggio nell'urbe. Il Giubileo è capace di cambiare il volto di Roma, mettere in moto opere pubbliche e ridare ossigeno all'economia cittadina. Ecco perchè, quando nella primavera del 2015, Papa Francesco ha annunciato il Giubileo Straordinario della Misericordia dal novembre dello stesso anno fino a quello del 2016, è stata molta la gioia per la decisione visto il momento di difficoltà della città. Alla fine però l'entusiasmo è stato stemperato dai numeri, vediamo perchè.

Meno turisti, non tantissimi fedeli

Se pensiamo che nel periodo di Pasqua gli hotel Roma,assieme a tutte le altre tipologie ricettive della città, hanno fatto registrare addirittura un segno meno rispetto al 2015, vuol dire che molte cose non sono andate. Per i restanti mesi poi, quando la capitale è spesso presa d'assalto dai visitatori, il segno è tornato positivo toccando il picco a maggio quando si è registrato un + 2,38%. Troppo poco per quello che erano le attese. Le motivazioni sostanzialmente possono essere riportate a tre filoni di motivazione. La prima, più strettamente religiosa, è dettata dal fatto che sono state aperte molte Porte Sante, che di fatto ha sparpagliato in tutto il mondo i pellegrini. Dal punto di vista dell'appeal poi qualcosa è mancato rispetto al canonico Giubileo. Altro problema poi è quello relativo al terrorismo. Gli attentati proprio nel novembre 2015 a Parigi e poi quello compiuto a Nizza, unito alla costante tensione per quanto riguarda i territori occupati dall'Isis, ha scoraggiato a prescindere molti viaggiatori a scegliere come propria meta una città che potrebbe essere considerata come meta sensibile. Ultima motivazione, che riguarda più strettamente casa nostra, è invece il brutto momento che sta vivendo la città di Roma. Gli scandali di Roma Capitale, unita alle immagini dello stato di degrado di diverse zone della città che hanno fatto il giro del mondo, hanno contribuito di dare all'estero ma anche in Italia l'idea di una città in decadenza e allo sbando.

Dove alloggiare a Roma?

L'Italia è una nazione a forte vocazione turistica e il settore, da sempre, è quello maggiormente vitale per le sorti dell'economia nostrana. Dalle montagne innevate d'inverno e verdi d'estate per le escursioni fino alle centinaia di chilometri di spiagge passando poi per le verdi colline e le tante città d'arte, il bel paese non ha una sola zona che non ha potenzialità per attrarre visitatori. Milioni di persone quindi scelgono la penisola come meta delle proprie vacanza, più o meno lunghe, con in questa chiamiamola speciale classifica a far la parte del leone c'è senza dubbio Roma. La capitale infatti è un autentico museo a cielo aperto, con le proprie bellezze che vanno da quelle storiche del Centro Storico fino a quelle paesaggistiche e strutturali della vicina campagna, dove tra reperti e antiche domus non si finisce mai di visitare siti. Nonostante città come Firenze o Venezia come tante altre non abbiano niente da invidiare, spetta a Roma il primato dei turisti che ogni anno la visitano. Una grande richiesta che naturalmente fa proliferare le offerte recettive, che sono aperte a tutte le esigenze e a tutti i costi.

Dove è meglio alloggiare?

Per rispondere a questa domanda prima è meglio che si abbia ben chiaro quali siano le proprie esigenze. Roma infatti è una metropoli molto vasta e la si visita non solo per turismo, ma anche per necessità. Se per esempio si vuole andar a trovare un parente o un amico che abita nelle zone periferiche della città il consiglio, soprattutto se si tratta di una toccata e fuga, è quello di alloggiare in uno dei tanti b&b presenti praticamente in ogni quartiere. Stesso discorso può valere per le zone universitarie di Tor Vergata e Roma Tre, mentre la Sapienza con la sua posizione più centrale è aperta a più soluzioni. Si può scegliere infatti uno dei tanti hotel stazione Termini  visto la vicinanza con l'ateneo, oppure optare per una struttura nelle zone san Lorenzo, Piazza Bologna o Esquilino. Se invece il vostro intento è quello turistico le opzioni sono tante. Se non avete problemi di budget e volete alloggiare in uno scenario suggestivo allora il Centro offre tanti hotel mozzafiato. Dalla zona di Piazza di Spagna fino a via Veneto per non parlare della zona nelle vicinanze del Vaticano. Se invece volete risparmiare un po' potete benissimo distanziarvi un po' dalla zona centrale, l'importante è rimanere a portata di metro per evitare lunghi calvari con gli autobus o i tram.

Perchè ordinare dolci a domicilio?

Con le nuove tecnologie, basta una connessione veloce ad internet, un’app mobile su qualsiasi device a nostra disposizione o navigare alla ricerca di uno dei tanti portali online dedicati al food delivery per poter ordinare, in poco tempo ed ovunque ci si trovi, anche dei dolci a domicilio.

Non sono da meno, però, i negozi delle nostre città, le vecchie pasticcerie di una volta, magari del proprio quartiere, che si stanno organizzando, in qualche modo, ponendosi al passo con i tempi, tra siti internet e social media. I tempi sono decisamente cambiati, o meglio, cambiano in continuazione, e anche ciò che fino a solo pochi anni fa sembrava pura fantasia, oggi si fa attuale, incide sulle abitudini dei consumatori e le modella, con la rete a fare da filo conduttore di ogni mutamento.

In voga, invece, soprattutto negli ultimi anni, di chiara ispirazione fusion tra le patisserie parigine ed i cake corner londinesi, le bakery, a metà strada tra un caffè letterario ed un covo di dolcezze nascosto, stanno prendendo sempre più piede anche nel nostro Belpaese, ed offrono, come un vero e proprio e-commerce, la possibilità di ordinare dolci, torte e gelati a domicilio, comodamente da casa o in auto, prima di giungere al locale.

Ma il gusto, il sapore, il profumo, di poter andare direttamente in pasticceria, per “sentire” l’odore del laboratorio ed avere, sotto occhi e sotto mano, quella sensazione di creazione di leccornie e di manifattura artigianale di qualità, beh non ha assolutamente prezzo!

Ordinare, comunque, dolci a domicilio, è una comodità, che è sempre esistita. Sono cambiati, di certo, i mezzi ed i modi, ma è stata sempre una marcia in più degli esercizi commerciali del settore, che si sono impegnati ad andare incontro alle esigenze e alle voglie dei clienti o, perché no, anche per attrarne di nuovi.

L’ordine, come detto, con l’avvento dell’online ha sbaragliato la concorrenza della telefonata o del “mettimi da parte questo, passo più tardi!”. C’è un mondo dietro al semplice www, che attraverso un form di contatti ed un click di prenotazione, permette a chiunque di ordinare torte, croissant, cookies, dolci da far recapitare, entro poche ore per la stessa città o al massimo in un paio di giorni per consegne nazionali.

Alla fine, non si tratta di un cambio di abitudini vero e proprio quanto, piuttosto, di un servizio in più, che si integra a quelli tradizionali e permette ai consumatori di disporre di nuove alternative, di cui servirsi in determinate situazioni.

La nascita di una nuova attività : l’apertura della Partita Iva

Chi svolge un'attività come libero professionista o come società, ha l'obbligo di aprire la Partita Iva. La partita IVA è una sequenza di cifre che identifica un soggetto che esercita un'attività rilevante ai fini dell'imposizione fiscale indiretta o IVA.

Ogni partita Iva ha 11 cifre: le prime 7 cifre di ogni partita Iva esprimono il numero di matricola del soggetto ed è assegnato dall’ufficio provinciale. Le cifre che vanno dall’otto alla dieci indicano il codice dell’ufficio provinciale del fisco che ha rilasciato la matricola indicata prima. L’undicesima cifra è un codice di controllo che serve per verificare la correttezza delle prime dieci cifre; vi è na formula che indica quest'ultimo numero, e cioè  (10-T) mod T.

Per controllare che la propria Partita Iva. sia stata correttamente registrata, oppure per verificare che sia corretta quella di qualcuno con cui facciamo affari, basta fare un rapido check sul sito dell'Agenzia delle Entrate.  Se invece la Partita Iva che volete controllare è comunitaria, all'interno del sito internet della commissione europea esister un motore di ricerca che vi consente di controllarne l'esistenza. Se è comunitaria deve essere iscritta al VIES, acronimo per VAT Information Exchange System quindi sarà possibile verificarlo in tempo reale. Tuttavia il sistema permette solo di controllare che essa sia presente all'interno degli elenchi comunitari, non fornisce informazioni relativamente al nome o all'indirizzo del proprietario della stessa.

Perciò, qualora dobbiate versare dei soldi tramite Partita Iva state davvero molto attenti: le truffe sono dietro l'angolo.

Non c'è solo la partita iva

Tutti i soggetti che hanno un'attività che ha rilevanza per il calcolo dell'Iva, compresi i non residenti che però hanno una impresa  in Italia. Chiunque abbia presentato la dichiarazione di inizio attività o la segnalazione certificata di inizio attività, SCIA. Coloro che sono iscritti ad un albo professionale e svolgono il lavoro da libero professionisti la devono per legge possedere. Attenzione, l'apertura di una Partita Iva attesta che la vostra attività esiste, perciò deve uniformarsi a tutta una serie di regole e leggi. Se parliamo di una grande attività che produce rifiuti, occhio ai rifiuti in particolare allo smaltimento dei rifiuti a roma, che in questo momento è più esposta a critiche e attenzione mediatiche.. Ci sono molti servizi che si occupano di questa attività ed anche della compilazione dei registri di carico e scarico. Rivolgiti a dei professionisti per dormire sonni tranquilli.

 

Come preparare il migliaccio?

Hai mai sentito parlare del migliaccio? Si tratta di un dolce tipico della tradizione culinaria napoletana, che non può mancare sulla tavola di Carnevale, ma che può essere servito in qualunque altra occasione. Il nome di migliaccio deriva dall'ingrediente principale che veniva utilizzato nella ricetta originaria, cioè il miglio, uno dei cereali più diffusi nella cucina povera contadina, grazie anche alla sua straordinaria versatilità. Oggi il miglio viene solitamente sostituito dal semolino, ma il risultato finale garantisce lo stesso livello di golosità. Non a caso il migliaccio viene chiamato anche con il semplice nome di torta di semolino, dall'aspetto morbido e invitante.
Per sapere come preparare il migliaccio nel modo giusto, non si può fare a meno di partire dalla lista degli ingredienti, che sono semplici ed economici, come sempre accade nei piatti della tradizione culinaria regionale. 
Oltre al semolino, i componenti più importanti della ricetta sono 

  • la ricotta,
  • le uova, 
  • lo zucchero,
  • il burro
  • ed il latte.

Il numero di uova e la quantità degli ingredienti di partenza può variare da ricetta a ricetta e da famiglia a famiglia, in base al gusto personale o alle esigenze del caso. 
Un migliaccio con tre uova invece di quattro e con una proporzione diversa del resto degli ingredienti ad esempio, è sicuramente una variante più leggera della ricetta, ideale se hai voglia di preparare qualcosa di buono senza per questo eccedere nelle calorie.

Essenziali per la buona riuscita della torta al semolino, o migliaccio che dir si voglia, sono gli aromi, che devono essere aggiunti all'impasto per esaltare il sapore dolce e delicato della ricotta. La scorza di un'arancia o, in alternativa, di un limone non trattati, insieme ad una bacca di vaniglia si abbinano alla perfezione alla cremosità del composto. Se ami i sapori più forti e se il tuo migliaccio è dedicato a solleticare il palato di soli ospiti adulti, puoi provare a sostituire la scorza dell'arancia con qualche goccia di liquore agli agrumi: il risultato sarà altrettanto piacevole, ma il gusto risulterà più deciso. 

Il bello di questa ricetta è che puoi decidere tu come preparare il migliaccio con un pizzico di personalizzazione. Nell'impasto di ricotta e semolino, da lavorare in modo da risultare ben amalgamato e privo di grumi, puoi aggiungere a tuo piacimento gocce di cioccolato, pinoli o uva passa.
L'ultimo tocco prima di portare il tuo dolce in tavola non potrà che essere una spolverata di zucchero a velo. Un dolce come questo riuslterà ottimo per la colazione e comunque per qualsiasi momento in cui abbiate voglia di un momento dolce!