Le donne italiane sono le più impegnate al mondo con i lavori di casa

Altro che semplice sensazione o vecchio luogo comune: ancora oggi, nel 2017, le donne italiane sono tra le più impegnate al mondo in attività extralavorative, come cura della casa e della famiglia. Colpa anche di una scarsa collaborazione da parte dei partner.

La ricerca dell'Ocse

A svelare questa realtà è una fonte decisamente autorevole e affidabile: è stata infatti l'Ocse, ovvero l'organizzazione internazione dei Paesi più sviluppati a livello globale, a mettere sotto osservazione la condivisione del lavoro in famiglia e le modalità di impegno di uomini e donne nei 35 Paesi membri. E il risultato che ne vien fuori evidenzia le difficoltà che ancora permangono in Italia.

Donne impegnate il triplo degli uomini

Le donne nostre connazionali, infatti, svolgono ancora oggi il triplo delle ore di lavoro “non pagato” rispetto a quanto facciano gli uomini, comprendendo in questo conteggio anche il tempo speso per le faccende domestiche, la cura della casa e le altre attività correlate. Per la precisione, le italiane totalizzano oltre cinque ore ogni giorno per questi motivi, il quarto dato più alto in assoluto in area Ocse, e questo sovraccarico provoca una penalizzazione nel mondo del lavoro, rendendole meno competitive rispetto ai colleghi di sesso maschile.

La situazione nei Paesi Ocse

Allargando il campo dell'osservazione, le donne lavorano più degli uomini in quasi tutto il mondo: la parità dei sessi è solo "sfiorata" nei Paesi più avanzati come gli Stati scandinavi, come Svezia e Norvegia, dove le signore sono impegnate per altre 3 ore oltre il lavoro stipendiato e gli uomini all'incirca due ore e mezzo. Dall'altra parte della classifica, invece, insieme all'Italia ci sono Messico, Turchia e Portogallo, ma la disparità appare ancora accentuata anche in zone dell'estremo Oriente come Giappone e Corea del Sud, dove gli uomini dedicano al lavoro non pagato appena 62 e 45 minuti ogni giorno.

L'analisi in dettaglio

Lo studio dell'Ocse spiega anche che il problema della disparità nelle ore di lavoro non pagato fra uomini e donne si accentua nelle aree nelle quali il tasso di occupazione femminile è più basso; tuttavia, anche quando le ore di lavoro svolto sono simili le faccende domestiche sono svolte in maggior parte dalla "lei" di casa. Nel nostro Paese, in media le signore, a prescindere dalla condizione di occupazione, sono impegnate sempre almeno in doppio della controparte maschile: nella fascia di età compresa fra i 25 e i 44 anni, in dettaglio, una lei che lavori anche più di 45 ore alla settimana aggiunge in genere almeno 4 ore al giorno di attività per la casa non pagate, che raddoppiano per una persona disoccupata.

I fattori su cui intervenire

Ovviamente, poi, l'eventuale presenza di figli piccoli è uno dei fattori che fa salire ancor di più il carico di lavoro non pagato, gravando sempre in maniera più intensa sulle spalle delle donne. Leggermente diversa la situazione, invece, quando la coppia ha un grado di istruzione elevato, contesto che è favorevole anche all'utilizzo di strumenti migliori e canali differenti per alleggerire la "pressione": è il caso del Web, che sta diventando sempre più un fattore positivo per le famiglie italiane, che possono accorciare i tempi sia della ricerca che dell'acquisto anche di materiali pratici come le scale in alluminio o utensili vari, oggi reperibili anche su portali specializzati come Giffi Market. Piccoli passi in avanti verso una concreta parità di genere (e riduzione della fatica in casa).

Idee per fare imprenditoria: c’è chi le propone online

Idee per fare imprenditoria: c

Come si fa a uscire da una crisi economica come quella che da anni stringe il Paese? Per moltissimi, la domanda non è di macroeconomia o politica economica, ma più semplicemente di sopravvivenza. Come si trova una soluzione per integrare – o addirittura costruire – un reddito dignitoso?

 

La sfiducia nei metodi tradizionali

 

Per anni – da sempre – le persone hanno visto tre modi legittimi per costruirsi un reddito:

– il lavoro dipendente. Ma oggi quello che sembrava essere l’ambiente più sicuro, quello del mondo del lavoro, è diventato incerto, fondato su accordi sempre più vaghi e con sempre meno garanzie;

l’imprenditoria. Ma tutta l’imprenditoria tradizionale, tutte le attività che un tempo erano buone fonti di reddito, oggi sembrano crollare sotto la pressione dei costi sempre crescenti e di una concorrenza intensissima, da mercato saturo;

– gli investimenti di tipo finanziario. Ma ormai l’impressione sempre più radicata è che anche questa via offra da un lato rendimenti insufficienti, e dall’altro rischi inaccettabili.

Ma se le cose stanno così, sono in molti a chiedersi, dove trovare un’idea che permetta di uscire dalla crisi?

Un blog, un archivio di spunti
 

Idee-commerciali.it è un blog che, da qualche anno, propone con cadenza variabile articoli sulle nuove possibilità imprenditoriali che compaiono sul mercato. La formula pare avere destato grande interesse, almeno a giudicare dalle visite ricevute dal blog stesso; parecchi lettori tornano periodicamente a leggere quali siano i nuovi spunti proposti dagli articolisti.

E se da un lato ha sicuramente un peso, in questa popolarità, la particolarità di alcune delle attività che vengono proposte (aprire un sushi bar? Un negozio di detersivi alla spina? O addirittura un sexy shop? Non sono sicuramente idee di cui si legge tutti i giorni) non si può negare che il taglio e il contenuto effettivo degli articoli siano determinanti nella formula del successo di questo blog.

 

Pro, contro, e consigli reali

 

Gli articoli proposti, infatti, si impegnano a presentare ogni nuova proposta, seppure in forma breve, con una buona completezza. Di ciascuna idea commerciale vengono presentati i punti di forza, i possibili vantaggi; ma allo stesso modo vengono evidenziate le possibili difficoltà, e gli ostacoli che si potrebbero incontrare.

Non è tutto; spesso la parte più apprezzata dell’articolo è quella che presenta i consigli e gli avvertimenti di quei piccoli imprenditori che hanno già tentato la strada, magari con successo inaspettato.

Insomma: a quanto pare, non è la volontà di superare la crisi a mancare, ma la guida. E forse idee come questa possono essere un buon punto di partenza.

Passaggio a Linux, mini-guida

I tuoi “precedenti” non contano. Ma se intendi cambiare sistema e provare un hosting diverso, ci sono comunque alcune cose da sapere.

Hai sempre lavorato con i sofisticati – per qualcuno troppo – Mac o con le più comuni piattaforme Microsoft (a volte insicure) ma desideri cambiare? Non l’hai fatto finora perché hai paura di non riuscire a orientarti? Non temere, proveremo qui di seguito a dissipare i tuoi dubbi (se non tutti, almeno qualcuno fra quelli principali). È l’hosting Linux il tuo obiettivo? Giga.it può fornirti un’idea precisa di ciò che c’è da fare.

Caratteristiche di base

Definiamo prima di tutto un kernel: si tratta del “nocciolo” di un sistema operativo, ovvero quello strumento che si occupa della gestione del computer. Linux fa proprio questo. Perché agisca nel migliore dei modi, è necessario che sia “socievole”, cioè che dimostri di avere un’effettiva compatibilità con le apparecchiature più diffuse, e il kernel in questione ne è provvisto. Vuol dire, tra l’altro, che per usarlo di solito non c’è bisogno di un driver dedicato (a differenza, per dire, di Windows 10). Certo, in un settore così vasto e in movimento come quello informatico si può sempre incappare in una periferica dall’hardware “ignoto”, tuttavia è un rischio accettabile.

Facciamo la prova

È anche possibile sperimentare l’“articolo”, per vedere come ci si trova: basta saggiare la distribuzione GNU/Linux in versione live. In pratica, non devi scaricare nulla sul disco rigido, bensì masterizzare un DVD o un CD o adibire appositamente una pen-drive. Oltre a testare la manovrabilità, in questo modo ci si può perfino rendere conto di eventuali incompatibilità con gli accessori di cui si dispone.

I dispositivi che sicuramente vanno bene

Azzardiamo una lista – consapevolmente parziale – di quel che sicuramente si accorda con un hosting Linux. In primis mettiamo la central processing unit (o CPU): non si registrano particolari esigenze, ma c’è una peculiare armonia con i processori AMD e Intel. Stesse affinità per la scheda video (che con NVIDIA aumentano, pure in fatto di qualità). Intel, oltre che per gli adattatori wi-fi (che per la verità presentano problemi in generale), è tra l’altro ottimale per la scheda audio (Realtek, invece, non sempre). Grande “sintonia” con gli apparecchi portatili e le periferiche USB 3.0; sostanzialmente irrilevante la scelta dell’hard disk, mentre le webcam di Microsoft sono stranamente preferibili ad altre. Le stampanti indicabili sono HP, Brother e Canon; queste ultime due marche, poi, spiccano nell’ambito degli scanner. Con gli adattatori bluetooth, invece, il buon funzionamento non sempre è garantito.

Soluzioni universali

Se non ti va di impiegare tempo in lunghe ricerche per quel che riguarda i punti potenzialmente dolenti, dunque, rivolgersi a Intel può risolvere diverse magagne. D’altronde, pure i cavi di rete aiutano ad aggirare possibili criticità.

A proposito dei software

E con i programmi, come ci si comporta? Cosa si installa? Anche in questo caso, fortunatamente, non c’è tanto da preoccuparsi, soprattutto per le attività casalinghe (aprire file zippati o in PDF non pone alcun ostacolo). Come browser vanno senz’altro bene Firefox, Opera, Mozilla, Chrome e, ovviamente, Google. Per la posta Thunderbird è la soluzione ideale, mentre Transmission si adatta in campo di torrent. LibreOffice (sorta di corrispettivo di Office, ma su questo ci torniamo) è la suite di ufficio migliore; invece GIMP è perfetto per ritoccare le immagini. Per quanto concerne i media centers, ti possiamo segnalare Plex (e Kodi per streaming e tv). Per i comandi, considera Unified Remote: permette di utilizzare un mouse e una tastiera virtuali direttamente sul tuo smartphone. E se ti interessa giocare, c’è Steam. Globalmente, Wine e VirtualBox (che tornano tra un attimo) sono da utilizzare nel caso in cui si manifesti qualche difficoltà.

Una piccola “forzatura”

Per tutti coloro che ritengono che LibreOffice non valga quanto Office, è in effetti possibile (finché non diventerà compatibile) inserire quest’ultimo e farlo funzionare all’interno di Linux. Può essere installato proprio attraverso Wine e VirtualBox (sebbene nel primo caso non ci siano certezze assolute che “attecchisca”), oppure te ne puoi servire on line e annetterlo alla piattaforma di cui parliamo (non è difficile).

In definitiva, conviene?

Per chi si muove su Internet fra vari “approdi” (per lavoro, svago, ricerca) su diversi supporti, avvicinarsi a Linux è utile. L’importante è non pretendere troppo dal tuo umile notebook… Per la distribuzione Linux Mint o Ubuntu vanno bene per incominciare. Dopo ti impratichirai.

Linux aveva già destato la tua curiosità?

Festa di 18 anni, consigli utili!

Compiere 18 anni è da sempre un importante traguardo perché di fatto, con la maggiore età, si diventa agli occhi del mondo adulti. Considerando la rilevanza di questo evento, risulta importante celebrarlo nel migliore dei modi, magari organizzando una bella festa di 18 anni.

AncoraUn passo alla volta

Non confonderti, facciamo un passo alla volta. Iniziamo per prima cosa dal festeggiato senza cui non ci sarebbe festa. È chiaro che le esigenze cambiano se si tratta di un ragazzo o di una ragazza, se chi festeggia preferisce farlo in un locale o a casa.

L’ideale è affittare un locale, come ad esempio il Papillon Club, dove organizzare una festa di 18 anni a Roma indimenticabile, magari affidandovi ad un bravo dj per la scelta della musica migliore. Se l’idea non ti alletta puoi sempre pensare ad un gruppo musicale.

Se vuoi che i tuoi invitati vengano alla tua festa, non invitarli all’ultimo minuto ma fallo con anticipo in modo tale che possano organizzarsi per non mancare al grande giorno.

AncoraGli addobbi della location

Gli addobbi della location sono importanti, che siano ghirlande per una ragazza o classici striscioni per un lui, ultimamente vanno di moda le composizioni con i palloncini, da posizionare vicino al tavolo del buffet o all’ingresso del locale. Ad oggi numerosi negozi se ne occupano, quindi ti basterà scegliere la tua composizione preferita senza problemi.

Per quanto riguarda il cibo, trattandosi di ragazzi, vanno benissimo le torte salate, insalate di pasta o di riso e piatti freddi. Sono preferibili le grandi quantità, perché quando si organizza una festa capita spesso che un amico porti un altro amico, in questo modo potrai soddisfare tutti anche gli eventuali ritardatari.

Alterna bevande alcoliche a cocktail analcolici, conservando lo spumante per il brindisi dopo la torta che, inutile dirlo, dovrà essere particolare (magari con qualche richiamo alle tue passioni).

AncoraPer un effetto sorpresa…

Per un effetto sorpresa da mille e una notte, per festeggiare in pompa magna i 18 anni potresti prenotare, chiaramente per pochi amici intimi, un biglietto d’aereo per un week end in una capitale europea. Ti assicuriamo che in questo modo il tuo compleanno passerà alla storia come: compleanno memorabile!

Se i viaggi non fanno per te, c’è sempre l’affitto di un Tram o di un pulmino o ancora la classica e intramontabile festa a casa con gli amici di sempre, quelli che ci sono anche quando organizzi qualcosa di semplice solo per stare insieme.

Rituali funebri nel mondo

Nella cultura occidentale il rito funebre prevede nella maggior parte dei casi la sepoltura in appositi feretri e come destinazione finale il cimitero (luogo pensato e istituito da Napoleone per evitare contaminazioni e il diffondersi di epidemie). Altra pratica diffusa è la cremazione, accettata anche dalla Chiesa a determinate condizioni e raccomandata nei grandi centri urbani per andare incontro alle esigenze di spazio nei cimiteri. I dati sulla cremazione a Roma sono in crescita, per esempio, proprio per arginare il problema della mancanza di loculi. Ma nel resto del mondo e nelle altre culture quali sono i riti funebri per dare l’estremo saluto al caro estinto?

Quali sono i riti funebri più bizzarri nel mondo

Uno dei rituali più folkloristici e noti anche grazie al cinema è il funerale tradizionale degli afro-americani di New Orleans (Louisiana): un corteo funebre che accompagna il feretro con musica jazz tra il malinconico e il gioioso per poi finire con un’apoteosi di musiche e danze allegre e vivaci per commemorare la vita del defunto.

Meno note, ma altrettanto curiose sono i riti nelle Filippine dove ogni gruppo etnico ha la propria usanza: sull’isola di Luzon (provincia del Benguet), i defunti vengono bendati e posti all’ingresso principale della casa, mentre a Caviteño (Manila) i morti si seppelliscono all’interno di un grande albero cavo; ad Apayo si tumulano sotto la cucina e a Tinguian si vestono i morti con i loro abiti migliori, li si mette seduti su una sedia con una sigaretta in bocca, perché … la vita continua.

In Mongolia e Tibet si pratica un rituale antico di millenni: poiché gli abitanti sono per la maggior parte di religione buddista e credono nella trasmigrazione dell’anima, per far sì che il corpo – contenitore vuoto e privo di anima – torni alla terra viene smembrato e posto in cima ad una montagna alla mercé di avvoltoi e animali selvatici.

A Bali si pratica la cremazione “spettacolare”: la cremazione libera l’anima in modo tale che possa trasmigrare in un altro corpo, ma prima è bene realizzare sculture monumentali in bambù che ricordino il defunto per poi bruciare il tutto.

In Madagascar si pratica il famadihana o “rotazione delle ossa”: ogni 5 o 7 anni la famiglia del defunto si reca in corteo presso il luogo di sepoltura per esumare il corpo – solitamente avvolto in un panno – cospargerlo di profumi e vino. Una banda suona musiche tribali e i familiari ballano con il corpo esumato prima di tumularlo nuovamente. In questo modo si ritiene di ricevere la benedizione da parte del defunto.

Gli aborigeni nel nord del’Australia praticano rituali lunghi e sofisticati: la cerimonia inizia con il creare molto fumo nella stanza della persona defunta affinché il suo spirito abbandoni la casa per sempre, i familiari e chiunque partecipa al rito ci trucca il viso e il corpo come una maschera, si danza e si consuma cibo, infine si colloca il corpo in cima ad una piattaforma, lo si ricopre di foglie e lo si lascia lì fino a totale decomposizione.

Spettacolari e fantasiose, infine, le bare costruite dai maestri falegnami del Ghana, dove – già in vita – molti amano ordinare la propria bara che deve rispecchiare in qualche modo il proprio lavoro o il proprio carattere, così si trovano bare a forma di Mercedes per uomini d’affari, a forma di razzo per un amante dell’astronomia, a forma di pesce per un pescatore o a forma di libro per chi ama leggere tanto. È proprio il caso di dire … paese che vai usanza che trovi.

I matrimoni più strani del mondo

 

Quella del matrimonio è una tappa fondamentale nella vita di due persone, che attraverso questo speciale vincolo coronano il loro sogno d’amore.

Il matrimonio prevede grandi preparativi  dove vanno prese in considerazione diverse cose come: la Chiesa dove celebrare il matrimonio,  la location per il pranzo e soprattutto quello che riguarda le donne, cioè l’abito da sposa a Roma come quelli che vendono da The Woman in White, esperti del settore.

Tipi di matrimoni speciali

Non tutti scelgono di celebrare il classico matrimonio, sono diversi infatti i modi di festeggiare il matrimonio e alcune persone scelgono tipi di nozze fuori dalle righe.

Matrimoni sott’acqua

Sono molte le coppie che scelgono di celebrare un particolare matrimonio sott’acqua, anche se solitamente chi sceglie questo particolare sono dei subacquei professionisti, visto che ci sono notevoli pericoli.

Il matrimonio sott’acqua  regala delle grandi emozioni  e uno spettacolare scenario  agli sposi, che possono ammirare il fascino del fondale marino e giurarsi amore eterno.

Matrimonio a Las Vegas

Il classico matrimonio Americano che abbiamo più volte visto al cinema, quello d’impeto che  viene celebrato nella città americana di Las Vegas.

A Las Vegas si possono celebrare i matrimoni nelle tante cappelle della città e presenti all’interno dei casino ed inoltre abbiamo la particolare cerimonia del “drive thru” dove il matrimonio viene celebrato all’interno della macchina per poi partire subito verso il viaggio di nozze.

Il particolare del matrimonio a Las Vegas, che può essere anche annullato visto che molte volte si assiste a matrimonio d’impeto.

Matrimonio in bike

Per gli amanti della bicicletta c’è anche la possibilità di potersi sposare sulle loro biciclette, mentre passeggiano per strada.

La particolarità del matrimonio in bicicletta è che anche gli invitati sono costretti  a pedalare,quindi se siete invitati a questo tipo di matrimonio cercate di arrivare allenati.

Matrimonio nel centro commerciale

Una pratica degli Stati Uniti e del Canada  è quella di fare dei matrimoni all’interno dei grandi centri commerciali.

Sono molte le persone che scelgono di  celebrare il loro matrimonio all’interno delle grandi hall del centro commerciale, scegliendo un matrimonio di puro stampo consumista.

Per quello che riguarda il nostro paese ancora non ci sono notizie di matrimoni all’interno dei grandi centri commerciali.

Matrimoni  a tema fumetti

Per gli amanti dei fumetti quello del matrimonio a tema è un vero e proprio rito, che solitamente viene tenuto all’interno del Comicon, la più grande fiera di fumetti e videogiochi del mondo.

Tra i matrimoni a tema fumetti quelli che vanno per la maggiore vedono come tema Batman, con lo sposo vestito da uomo pipistrello, vanno molto di moda anche Star Wars e Star Trek.

 

L’automatismo nelle lavanderie moderne

Le lavanderie moderne hanno cambiato 'pelle' e sono oggigiorno sempre più fluide negli orari di consegna, grazie ai processi di automatizzazione per la riconsegna dei capi. Un tempo era necessario aspettare i canonici orari di negozio per ritirare i capi, mentre oggi gli automatismi permettono di impiegare speciali tessere a lettura ottica, che grazie al riconoscimento permettono alle persone di ritirare i capi anche quando non sono presenti i commessi o gli addetti al lavaggio.

L'automatismo di consegna interessa soprattutto le lavanderie dislocate all'interno dei centri commerciali, che propongono orari di apertura più flessibili al pubblico, con aperture anche nei festivi e fino alla sera. Ecco che le persone che tornano a casa tardi dal lavoro possono fermarsi in lavanderia e ritirare i capi in velocità. L'automatismo prevede, di base, che il cliente inserisca la tessera personale sotto un apposito spazio. Un lettore ottico si occupa di memorizzare il codice e quindi di movimentare i carrelli che contengono i capi puliti.

A questo punto, una finestra si apre e porge al cliente i capi perfettamente lavati e stirati. Il cliente non deve fare altro che ritirarli dalla finestra con stand e riprendere la tessera per il prossimo utilizzo. Questo automatismo è alquanto amato dalle persone, soprattutto da chi è di fretta e non può frequentare la lavanderia negli orari di negozio. Con un semplice movimento è, infatti, possibile ritirare i capi, velocemente e senza attesa.

Il sistema si pone altresì dalla parte della lavanderia che, in questo modo, può offrire un interessante servizio supplementare al cliente e operare nella consegna senza la necessità che vi siano commessi o lavoranti. Al contempo, il banco degli abiti e dei capi si svuota automaticamente e, in questo modo, si evitano le giacenze che in alcuni periodi dell'anno possono rappresentare un problema di gestione, soprattutto per le lavanderie che non dispongono di ampi spazi di stoccaggio. Un'altra caratteristica interessa il pagamento, che viene chiesto prima di effettuare il lavoro e che aiuta la lavanderia ad operare con la certezza di non accumulare insoluti.

L'universo delle attrezzature lavanderie sta vivendo una buona progressione, che si pone dalla parte dei clienti ma anche dei gestori. Questi automatismi permettono, inoltre, di ritirare i capi nel corso delle giornate festive, che solitamente non vedono la lavanderia aperta. Il cliente che si trova nei paraggi o che è impegnato nello shopping può ritirare i capi con la sicurezza di fare un viaggio veloce e proficuo.

Scarpe: i fiocchi tornano di moda

La moda va e viene, questo è certo. A confermarlo, i cari vecchi fiocchi. Considerati per lungo tempo dettagli di serie C, adesso invece tutte le fashion addicted più conosciute al mondo li vogliono. E non parliamo di fiocchi piccoli e discreti, ma di quelli grandi, importanti, presenti non solo su abiti e camicette, ma soprattutto sulle scarpe.

Tantissimi modelli tra cui scegliere, numerose le occasioni per sfoggiarle: dal pranzo ad un compleanno in una delle tante sale feste di Roma come quelle proposta da Il Giardino dei Demar, dalla serata danzante alla semplice passeggiata. Ecco per voi alcuni modelli da tenere nella vostra scarpiera.

Slip On

Le Slip On sono ideali per un viaggio o per una serata con gli amici: pratiche e di tendenza, non passano certamente inosservate. Questo modello di scarpe è il modo migliore per essere sportive ma con stile. Inutile dirvi che si sposano benissimo con i mom jeans, alti in vita e tagliati alla caviglia, motivo per cui è importante usare calzini a scomparsa.

Sabot

Fiocchi e sabot con tacco a spillo, connubio perfetto in stile anni ‘80. I modelli più in del momento sono quelli realizzati in oro, argento e fucsia, ma ve ne sono anche in pelle o in camoscio, insomma per tutti i gusti. Ideali per un look casual, magari da ufficio.

Slides

Chi non ne possiede almeno un paio? Molte le definiscono come classiche pantofole, ma ancora una volta si confermano la tendenza dell’anno, trasformandosi e arricchendosi con fiocchi e nodi di grande impatto visivo.

Tra i modelli più sportivi ricordiamo quelli con una grossa zeppa, che è giusto dirlo sono strategici per le donne non altissime, mentre per uno stile più ricercato, vi è sempre la possibilità di scegliere la classica pantofolina impreziosita dal tessuto e dai colori scelti. Se siete appassionati del brand Kartell, vi consigliamo di non perdere il modello di N21 nato proprio in collaborazione con la famosa casa di arredamento. Una scelta artistica!

Altri modelli?

Sì, una vera e propria invasione di fiocchi. Stivaletti, ballerine, décolletè e sneakers presentano fiocchi per tutti i gusti. Che vogliate qualcosa di casual e comodo, o ancora qualcosa di elegante per una serata speciale, o sportivo da usare ogni giorno in più occasioni, è indubbio che il fiocco, qualsiasi sia la sua grandezza, sarà un accessorio irrinunciabile per la prossima Primavera/Estate. A voi la scelta, scegliete quello che più vi piace!

Promuovere un sito web, impresa possibile!

Se hai confezionato un website commerciale ma quasi nessuno lo visita, non scoraggiarti: questione di strategia. Una serie di consigli.

Dopo averlo studiato e rifinito come si deve, promuovere un sito web, Webinabox.it docet, può rivelarsi faticoso, o frustrante. D’altronde, la concezione di un’idea non è che il primo passo, la sua attuazione conduce fino a metà strada… ma è nel modo di veicolarla che può annidarsi il salto di qualità. La grafica magari è bellissima, i contenuti perfetti, ma senza visite non vai da nessuna parte. Gli aspetti da considerare variano dall’indicizzazione agli annunci pay-per-click, dalla visibilità sui social networks alla diffusione via posta elettronica. Investire, insomma, anche in termini di tempo. Proviamo a mettere un po’ d’ordine.

Testi, blog, keywords

Cominciamo dal posizionamento sui principali motori di ricerca. Vuoi piazzarti bene? Concentrati sui contenuti. Che gli articoli che pubblichi non superino le 300 parole, non siano copiati da altri siti, siano originali e trattino argomenti interessanti inerenti alla tua attività. È opportuno che il tuo website includa un blog (anche per ospitare i testi di cui sopra). In tuo soccorso arrivano pure strumenti come Google Keyword Planner, per individuare le parole-chiave (composte da 3-4 termini) più ricercate mensilmente.

Sottotitoli, bold, foto

È necessario richiamare le keywords anche nei cosiddetti titoli H2, che seguono il titolo principale; inoltre, la suddivisione in paragrafi facilita la fruibilità. Le parole degne di attenzione vanno messe in grassetto, non solo per il lettore ma per Google. Il tutto da condire con immagini addobbate o scattate da te, tue.

Descrizione, video, meta-title

Quanto detto poco fa sulle parole-chiave vale pure per foto (o disegni): ne occorre qualcuna da inserire pure nel cosiddetto “tag alt” che descrive l’immagine. Proseguendo il discorso sull’originalità, essa si rivela ancor più “pesante” se hai possibilità di aggiungere brevi filmati, sempre realizzati da te. In più, non trascurare meta-title e meta-description: mettile in ogni pezzo e in ciascuna pagina del tuo sito (per farlo nella maniera migliore ci sono per esempio degli utili strumenti di WordPress).

Sitemap, schema, backlink

La mappa del sito va tracciata in formato .xml e spedita a Google. Quest’ultimo va “incuriosito” anche attraverso dettagli non secondari (recensioni positive – quando cominci ad averne – dei tuoi prodotti o servizi, listini prezzi, date promozione, ecc.). Allo stesso scopo, proporre le tue pagine a qualche blog settoriale è una buona idea, che tra l’altro può generare preziosi followers (ma cerca di non esagerare: l’eccessivo “movimento” insospettisce e indispettisce i motori di ricerca). 

Adwords, la sua rete e i banner

Passiamo ad analizzare il versante della pubblicità a pagamento, importante per promuovere un sito web. Il “ramo” Google Adwords ti consente di essere trovato mediante la ricerca delle parole che decidi preventivamente (ti vengono addebitati solo i clic ricevuti). Nel medesimo ambito (e con lo stesso meccanismo tariffario) puoi perfino creare degli stimolanti banner promozionali. A ogni modo, quando acquisti spazi da agenzie specializzate, fatti comunicare il numero dei visitatori, il loro eventuale aumento e la correlazione di tale fenomeno con la pubblicità diffusa.

Facebook, Twitter, Linkedin…

Tramite analisi, tenta di captare l’attenzione del tuo target e di apparire sulle bacheche di Facebook. Pure Twitter può rivelarsi un formidabile traino, se la tua réclame circola mediante qualche influencer. E che dire di Linkedin? Lì il tuo potenziale cliente può essere “stanato” grazie ai dati relativi alla sua professione. 

Marketing, affiliazioni, comparatori

Esistono programmi che ti fanno comparire all’interno di grosse testate. Ce ne sono anche alcuni che permettono – previa “tassazione” – di porre il tuo annuncio in appositi circuiti (in cui gli affiliati sono volontariamente iscritti e interessati proprio alla tua merce). Qualcosa di simile avviene pure nella categoria dei “comparatori di prezzo”.

Social, like, post

Andiamo a esaminare le possibilità offerte specificamente dai social networks. Dovresti mettere su e gestire una pagina per ogni piattaforma nota (oltre a quelle già citate, menzioniamo Google Plus, Pinterest e Instagram). Amici e colleghi, a quel punto, diventano fondamentali per far aumentare gli apprezzamenti sui tuoi prodotti. Puoi servirti di tools che permettono di pubblicare ragionatamente i post.

Hashtag, utenza, gruppi

Evidenziare i temi su Twitter è pratica ormai conosciuta. Ma è d’obbligo guadagnarsi le simpatie di qualche contatto capace di coinvolgerne molti altri. Su Facebook, invece, occorre iscriversi ai gruppi giusti.

Mailing list, newsletter, inviti

Veniamo al meraviglioso mondo delle e-mail. Anzitutto fai un elenco dei tuoi clienti e manda loro delle comunicazioni solleticanti che li conducano al sito. Le newsletters hanno la funzione di segnalare le novità pubblicate. E, attraverso la tua rete, prova ad attirare altri iscritti.

Automatismi, “cacce”, servizi

Le liste di posta elettronica hanno dotazioni sensazionali, come quella che ti fa mandare simultaneamente una mail a migliaia di persone. O quella che ti permette di “catturare” nuovi indirizzi. O ancora quella con cui puoi acquistarne (prudentemente) altri.

Pronto/a alla divulgazione?

Luoghi insoliti da visitare in vacanza

Sembrerà strano e macabro, ma spesso quando gruppi organizzati di turisti, fanno escursioni con guide, sono condotti nei cimiteri del luogo di vacanza. Gusto dell’orrido? No! Semplicemente curiosità per l’arte. Infatti, dentro questi luoghi, apparentemente tristi, sono conservati veri e propri capolavori dell’arte.

Cimiteri in Italia e nel Mondo

Da Copenaghen a Stoccolma, da Vienna a Buenos Aires, sono raccolti i cimiteri più belli del mondo.  Vale la pena visitare il cimitero nel bosco di Enkesede a Stoccolma, in Svezia.  Nel 1994 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Progettato da Sigurd Lewerentz e Gunna Asplund, rappresenta un luogo magnifico, in cui la morte viene declinata verso l’aspetto del naturale.. Immerso nel verde, fanno da padrone a tale luogo la a e l’architettura. In questo posto è sepolta Greta Garbo, attrice originaria di Stoccolma. In Francia a Parigi, c’è il cimitero Pere Lachaise, è il luogo in cui si trovano le spoglie di Oscar Wilde e  Jim Morrison . Occupa quarantatrè ettari, ci sono settantamila tombe, cinquemilatrecento alberi e molti gatti.

L’atmosfera è magica, per quanto sia un luogo in cui la morte fa da padrona. In Italia a, a Messina troviamo il Gran Camposanto, che fu aperto per le morti per l’epidemia di colera nel XIX secolo. Aperto nel 1872 fu rimaneggiato dopo il terremoto nel 1902, viene paragonato come opera artistica a quello parigino Pere Lachaise.

Vi sono le tombe di Giuseppe e Silvestro La Farina e di Giovanni Rappazzo, che negli anni ’20  brevettò il cinema sonoro. Ovviamente i cimiteri non sono luoghi di destinazione ultima di persone che scelgono la cremazione.

La cremazione

Tale pratica è molta diffusa in molti paesi. la cremazione a Roma, come pratica ha fatto nascere l’esigenza di specializzarsi ed aprire posti in cui viene praticata. Sicuramente, vi fanno ricorso persone non credenti, che preferisco far conservare le proprie ceneri ai parenti, o addirittura spargerle in luoghi particolari, come ad esempio le acque del mare. Un cimitero molto bello è quello di Assistens a Copenaghen in Danimarca. Risale al 1760, è un luogo in cui si fa jogging, si prende il sole e si trascorre in modo armonioso il tempo, vi sono sepolti il filosofo Kierkegaard e Hans Christian Andersen. Bellissimo è il cimitero in cui è sepolta Eva Peron, il cimitero di Recoleta, a Buenos Aires in Argentina.

Gode di molta luce come quello parigino sopra descritto; la particolare caratteristica è il decoro delle lapidi, qui sono sepolti i più illustri nomi del Paese. Vi sono strade acciottolate che conducono ad una rotonda centrale sormontata dalla statua di Cristo. Orbene, si può notare come all’idea di morte e luoghi come i cimiteri, non necessariamente debba essere associa l’idea della tristezza. La sapienza umana o meglio l’arte è riuscita a superare i pregiudizi ed a realizzare “…la corrispondenza di amorosi sensi….” ( cit. Ugo Foscolo – I Sepolcri).